Trump taglia i fondi per i “rifugiati” palestinesi: “Prima fate le riforme”

Gli Stati Uniti hanno tagliato di un terzo i loro aiuti all’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) e hanno inoltre congelato una parte dello stanziamento ridotto previsto per quest’anno condizionandone l’erogazione a riforme, ha reso noto la portavoce del dipartimento di stato, Heather Nauert. Per il 2018, sono stati versati ora 60 milioni di dollari e i rimanenti 65 previsti per l’anno sono stati congelati. La cifra di 125 milioni di dollari è un terzo del contributo annuale degli Usa all’agenzia. Intanto i palestinesi gettano benzina sul fuoco, come hanno sempre fatto: l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) sospenda il riconoscimento dello Stato di Israele, almeno fino a quando non verrà riconosciuto anche lo Stato della Palestina. Lo ha sollecitato il presidente del consiglio centrale dell’Olp, Salim Zanoun, che ha chiesto al comitato esecutivo dell’organizzazione di revocare il riconoscimento di Israele fino a quando questo ”non riconoscerà lo Stato della Palestina”, interromperà la costruzione di insediamenti e annullerà l’annessione di Gerusalemme est. La decisione è stata presa con 74 voti favorevoli, due contrari e due astenuti. Si tratta di una risposta all’annuncio del 6 dicembre del presidente americano Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. L’Olp aveva riconosciuto lo Stato di Israele nell’ambito degli accordi di Oslo promossi dagli Stati Uniti nel 1993.