Trump passa al contrattacco: «Non sono razzista, discorso chiuso»

«Non sono razzista». Il presidente americano Donald Trump si difende dagli ultimi attacchi alla sua immagine e respinge le accuse di razzismo sollevata dopo le parole che avrebbe espresso nei confronti di Haiti, El Salvador e alcuni paesi africani a proposito di immigrazione. «Non sono razzista, sono la persona meno razzista che potrete mai intervistare, ve lo posso garantire», ha  detto l’inquilino della Casa Bianca rivolto ai giornalisti al suo arrivo al Trump International Golf Course, a Palm Beach, in Florida domenuca sera.

Trump contrattacca: non sono razzista

Il presidente americano aveva ammesso di aver usato un linguaggio piuttosto “forte” in un incontro dedicato all’immigrazione giovedì alla Casa Bianca con un gruppo di senatori. Nel colloquio nello Studio Ovale con alcuni membri del Congresso che gli suggerivano il ripristino di protezioni per le migliaia di immigrati da Haiti, El Salvador e da alcuni Paesi africani, Trump avrebbe detto: «Perché gli Stati Uniti devono avere tutta questa gente da queste cessi di Paesi?». Secondo quanto riportato dal Washington Post, che cita due fonti anonime informate sull’incontro, il presidente americano avrebbe anche suggerito che gli Stati Uniti dovrebbero attirare più immigrati da Paesi come la Norvegia.  Trump ha smentito tutto. «Avete visto cosa hanno detto vari senatori presenti a quell’incontro?», ha domandato ai giornalisti, riferendosi a due senatori che hanno affermato di non aver sentito Trump pronunciare espressioni razziste.

L’ex manager: nessuna interferenza dalla Russia

Intanto l’ex manager della campagna elettorale di Trump, Corey Lewandowski, ha annunciato che in settimana sarà interrogato dalla commissione della Camera che indaga sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016. «Sono pronto a rispondere a qualsiasi domanda riguardo il mio mandato con la campagna di Trump, non ho colluso, non ho cooperato e non mi sono coordinato con nessun russo, agenzia russa, governo russo per cercare di avere un impatto sulle elezioni», ha detto in un’intervista radiofonica. “Sarò felice di farmi avanti e chiarire che non vi è stato da parte mia nessun coinvolgimento con nessuna entità straniera», ha aggiunto precisando che non è stato contattato dalla squadra degli investigatori del procuratore speciale, Robert Mueller, che sta conducendo l’inchiesta del Russiagate.