Troppi riciclati candidati nei collegi: dirigenti Cinquestelle nella bufera

Non esiste al mondo, eccezion fatta per i Cinquestelle, sigla, partito o movimento che consideri parimenti ostativa ai fini di una candidatura la presenza di precedenti penali e di precedenti politici. Lo ha imparato a sue spese l’ammiraglio Rinaldi Veri, presentato e scaricato nel giro di un paio d’ore dopo che da una verifica era emerso che era stato eletto consigliere in una lista civica ad Ortona. Insomma, la purezza delle origini di ogni candidato dev’essere immacolata. Esattamente come il casellario giudiziale. E quando la dichiarazione è ingannevole oppure è il controllo rivelarsi superficiale o tardivo, a risentirne – eccome – è la “pancia” del MoVimento.

Gli “ex” spuntano ovunque. Ma il boom è in Sicilia

È quanto sta accadendo in queste ore dopo la pubblicazione dei nominativi dei candidati “esterni” in alcuni collegi uninominali di Senato e Camera. Non perché siano “esterni”, ma perché “macchiati” dai vituperatissimi precedenti politici. A far rumoreggiare la base del M5S, un gruppo di candidati (neanche tanti, in verità) ritenuto troppo compromesso con la vecchia politica. Un nome che certamente non unisce è quello di Francesco Mollame, in corsa al Senato nel collegio di Marsala. I grillini non gli perdonano la candidatura, nel 2008, a sindaco di Partinico con l’Mpa di Raffaele Lombardo. Un autogol dei dirigenti siciliani che manda in solluchero un ex come Riccardo Nuti, che su Fb scrive: «Ma chi ha scelto questo nome? I referenti di Di Maio, Corrao e Cancelleri, avranno controllato prima di evitare figuracce giusto?». E non è l’unica se ad Agrigento ad avvelenare i militanti a Cinquestelle è il nome di Gaspare Marinello, un passato nel Pdl sotto le cui insegne, anno 2009, è stato candidato in quel di  Sciacca. Stessa musica a Bagheria, dove il “precedente” ha il volto di Vittoria Casa, ex-assessore, già segretaria Pd e coordinatrice dei Dem.

Tra i Cinquestelle persino un ex-coordinatrice Pd

E dal Pd proviene anche Paolo Lattanzio, candidato a Bari, mentre in Calabria sotto il simbolo dei Cinquestelle campeggia il volto di Silvia Vono, ex-assessore in quota al centrosinistra della giunta di Soverato. Vono è stata anche presidente del circolo Idv locale. Da Sud a Nord è sempre “precedente”. A Torino non si placano le polemiche intorno alla candidatura di Paolo Turati, in passato vicino anche a Forza Italia. Stessa musica a Siena sul nome di Leonardo Franci, ex-Lega ora convertito alla causa dei Cinquestelle.