Troppi alunni stranieri in classe, Forza Italia: «Si rischia di penalizzare gli italiani»

11 Gen 2018 15:55 - di Redazione
forza italia

Accertare che la distribuzione degli alunni di origine straniera nelle scuole emiliano-romagnole non vada a danneggiare il rendimento complessivo delle classi. Lo chiede in un’interrogazione Forza Italia, facendo riferimento a uno studio accademico sugli effetti del rendimento degli alunni italiani in relazione alla presenza e distribuzione tra le classi degli alunni immigrati.

Gli studi sugli effetti di troppi alunni immigrati

Partendo dai risultati delle prove standardizzate Invalsi, lo studio evidenzia «un decremento delle prestazioni degli studenti italiani in funzione dell’incremento di allievi stranieri nelle classi di scuola primaria». L’interrogazione degli azzurri chiede, quindi, se la Regione abbia eventualmente promosso o finanziato uno studio analogo in riferimento al territorio emiliano-romagnolo con statistiche di successo e insuccesso degli studenti e, se, eventualmente, «abbia attivato strumenti idonei di monitoraggio riguardo la problematica relativa al rendimento delle classi anche in relazione alla percentuale di presenza di alunni stranieri nella classe stessa». Nell’interrogazione si fa anche riferimento a un altro studio, realizzato dal Laboratorio di Politica Sociale del Politecnico di Milano, che dimostrerebbe «un calo di performance scolastica al superamento della quota del 30% di stranieri».

Quante classi superano il tetto del 30%?

Visto che anche una circolare del ministero degli Interni suggerirebbe di non superare questo tetto, Forza Italia chiede quante e quali siano in Emilia-Romagna, le classi delle scuole dell’obbligo con una percentuale di immigrati superiore o uguale a questa soglia e suggerisce di «mappare l’intero territorio regionale per una redistribuzione più equa degli alunni di origine straniera, evitando che un numero eccessivo all’interno delle singole classi possa causare difficoltà e rallentamenti all’intera classe come dagli studi citati».

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