Tasse, La Russa: «La sinistra ha l’ossessione di punire chi cerca di migliorarsi»

La motivazione fondamentale della sinistra non è quella di combattere la povertà ma di fare la guerra all’intraprendenza economica. È l’odio di classe travestito da giustizia sociale. È un meccanismo storico, che risale al secolo scorso, ma che produce effetti anche oggi. Si pensi soltanto all’ostilità ideologica contro la flat tax proposta dal centrodestra. Questa verità è ricordata oggi da Ignazio La Russa. «Una differenza fondamentale tra il centrodestra e la sinistra sta nella concezione politico-culturale sui sistemi di tassazione. La sinistra ha sempre avuto l’ossessione di “punire” con le tasse, chiunque guadagni e cerchi di migliorarsi perché, secondo le sue idee, questo è il modo per riequilibrare la ricchezza. Noi invece, sosteniamo l’opposto. Alzando le tasse, hanno finito per impoverire tutti, bloccare la crescita di nuovi posti di lavoro e colpire soprattutto il ceto medio dei lavoratori».

«Ecco perché crediamo -conclude La Russa- che occorra alzare a 12.000 euro la quota di chi è esentato dalle tasse e poi, sia pur gradualmente, arrivare a una tassa unica sotto il 20% che farà finalmente pagare tutti, comprese banche e finanzieri, che spesso la fanno franca. Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia, ha poi proposto che nella prima riunione dei ministri si decida subito, in attesa di realizzare la flat tax, di abbassare al 15% per tutti, le tasse sull’incremento annuale del reddito così da far emergere il nero e stimolare gli investimenti».