Tassa sui sacchetti: rivolta sui social. C’è chi accusa Renzi e chi pesa un’arancia per volta…

martedì 2 gennaio 18:56 - di Redazione
Passato il giorno di Capodanno tra brindisi e scambi di auguri gli italiani si sono ritrovati oggi alle prese con un nuovo balzello, piccolo ma fastidioso, entrato in vigore appunto dal 1 gennaio 2018.  Nei settori dei supermercati dove si vendono frutta e verdura fresche già da giorni campeggiavano i cartelli: si ricorda ai clienti che i sacchetti di plastica dove vengono messe mele e arance, insalate e zucchine e pomodori e tutta l’altra merce hanno dal 1 gennaio un costo aggiuntivo che può variare da 2  a 10 centesimi al pezzo.
Una sorpresa che i consumatori non hanno affatto preso bene. Tutto nasce da un emendamento al decreto legge sul Mezzogiorno presentato dal Pd e approvato a metà agosto 2017. Si tratta di quelle piccole norme che vengono fatte passare quasi di nascosto e in periodi – era il 17 agosto – in cui l’opinione pubblica è impegnata in altre faccende, come farsi i selfie sotto l’ombrellone.

Come rileva Il Giornale l’intento iniziale da cui prende le mosse l’emendamento è quello di rispettare la direttiva europea che impegna i paesi membri a consumare meno plastica. Ma perché allora i sacchetti non si possono riciclare una volta acquistati e perché non si possono portare da casa? Sorge il dubbio che qualcuno possa essere interessato a una mossa che più che guardare all’ambiente guarda ad altri interessi…

Il Giornale e altri siti – come Scenarieconomici.it – oltre al sospetto rilanciano un nome, quello di Catia Bastioli, amica di Matteo Renzi e manager paladina della chimica verde, che è anche amministratore delegato della Novamont, azienda che ha brevettato i sacchetti in plastica biodegradabile che usiamo appunto per pesare nei supermercati frutta e verdura.

Il Giornale fa anche due conti: “L’azienda che guida è l’unica italiana che produce il materiale per produrre i sacchetti bio e detiene l’80% di un mercato che, dopo la legge, fa gola: inizialmente i sacchetti saranno venduti in media a due centesimi l’uno. Le stime dicono che ne consumiamo ogni anno 20 miliardi. Potenzialmente dunque, è un business da 400 milioni di euro l’anno. Il 15 novembre scorso Renzi ha fatto tappa con il treno del Pd proprio alla Novamont”.

I social sono diventati, come spesso accade, il motore virtuale di una rabbia reale. Da lì parte l’invito, rilanciato da centinaia di utenti, di boicottare i supermercati e la tassa sul sacchetto per tornare a comprare frutta direttamente nei negozi di quartiere.  C’è poi chi posta direttamente lo scontrino, dove sono registrati i centesimi pagati per il “sacchetto ortofrutta”. E ancora gli account vicini ai Cinquestelle rilanciano quanto denunciato dal Giornale e gridano al complotto renziano per favorire la manager della plastica green amica dell’ex premier del Pd.

Alcuni consigliano ai propri contatti un’altra forma di ribellione: pesare un frutto o un ortaggio alla volta, per bypassare la tassa sul sacchetto e boicottare così un’imposizione inspiegabile. Su Twitter si grida allo scandalo dei sacchetti e corre la ribellione a quella che viene ribattezzata “tassa Novamont”, azienda leader nel settore dei sacchetti di plastica bio.

frutta-pesata

arancepere

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Gilberto Antoniani 4 febbraio 2018

    Arrivate alla cassa e non pagate un sacchetto se non l’avete comprato, o fate intervenire la Forza Pubblica. Il furto è ancora un reato se non interviene Renzi a depenalizzarlo!

  • Elena 5 gennaio 2018

    La gente è stranna. In Italia ci sono tanti problemi: pensioni e stipendi sono bassi; le tasse sono alti; il tasso di disoccupazione è più alto del tutta Europa; i vitalizzi dei politici; bolette per luce e gas sono alte; Roma in rovina; pero rivolta fanno solo per 2 centesimi per un sacchetto. Tutto resto secondo il popolo italiano “una meraviglia”?????

  • Luca 4 gennaio 2018

    Essere truffati va bene ma presi in giro no, è questo quello che brucia. Se la mettiamo sull’ecologia allora dovrebbero permettere di riciclare i sacchetti da casa, che sono biodegradabili o le borse a rete di stoffa.. ma visto che si sono ingegnati per proibirlo, è palese che non si tratta di ecologia ma di estorsione. Se voglio un sacchetto, lo prendo e lo pago. Ma se attacco lo scontrino ad una mela e vogliono farmi pagare un sacchetto inesistente, ho il diritto di farlo scorporare alla cassa, altrimenti si chiama TRUFFA. Scontrinare un articolo che non si intende prendere per nessuna ragione è da dittatura (grandi risate immagino). Il problema è molto più grave di quello che sembra. La legge è legge, ci mancherebbe, ma se rispettare la legge richiede l’apertura continua del portafoglio qualcuno prima o poi si farà male

  • Gianmaria Italia 4 gennaio 2018

    E’ ancora da chiarire perché tanta premura di inserire questa norma nel d.l. 91/2017, relativo alla crescita economica del Mezzogiorno, quando la direttiva UE 2015-720 a cui si richiama non obbliga alcuna imposta, ma la lascia tra le ipotesi; guarda caso solo l’Italia ha scelto la via onerosa.

  • andrea 3 gennaio 2018

    e pensare che il mio pittoresco corregionale si è sempre vantato di aver ridotto di gran lunga le tasse, per non parlare poi dei cospicui aumenti di comare Luce e compare Gas.Da dove ci verrà l ‘aiuto , probabilmente da una mega vincita a qualche gioco o da una inaspettata eredità .Una cosa è certa : sarà l’ennesimo anno di sacrifici e sudore dove ci sarà chi riuscirà a farcela anche stavolta per il rotto della cuffia e chi verrà risucchiato verso il basso a fare compagnia a chi non ce la fa da da un pezzo.Coraggio e in bocca al lupo a Tutti ma state certi che il 4 marzo non si materializzerà alcuna fata turchina né scenderà dalle nubi un secondo Salvatore : sarà purtroppo tutto come prima,tutto come sempre, tutto secondo programma.

  • Joe House 3 gennaio 2018

    Fonzie Potter ed il Giglio magico…altra magia a favore dei soliti amici! Bisogna dargli cmq atto che ha una gran fantasia…tassare le buste e’ machiavellico!

  • Paul 3 gennaio 2018

    Cari comunisti, votate, votate questi buffoni che ci prendono per il……

  • Paul 3 gennaio 2018

    Amici comunisti, votate, votate questi buffoni

  • Biofa 3 gennaio 2018

    Siamo un popolo di ******* più ci tassano è più godiamo veramente imbecilli la colpa è solo ed esclusivamente nostra popolo di ******** in particolare modo quando andiamo a votare proprio bravi

  • Ciceronequarto 3 gennaio 2018

    Perchè non ci ridanno i tradizionali sacchetti di carta ?

  • libero 3 gennaio 2018

    la prossima tassa sull’aria che respiriamo. beati gli asmatici

  • Gianni pozzesi 3 gennaio 2018

    La soluzione c’è, si chiama voto. Siamo anche fortunati che arriva tra poco. Nel frattempo, come prima e come dopo, vado dal contadino che produce cibo e non simil-plastica e utili per i sempre più amici degli amici.

  • giorgio 3 gennaio 2018

    Visto che la plastica dei sacchetti è un danno per l’ambiente, perché non eliminiamo i sacchetti ??
    Ma questi governanti hanno interesse invece a farli pagare. Che intelligenza !!!!!
    Che ognuno si porti la vecchia borsa per la spesa e facciamo ammuffire i sacchetti di plastica.

  • PAOLO Damicodatri 3 gennaio 2018

    Italiani , mandate a casa questa sinistra incompetente , disastrosa , pericolosa , siamo comandati da non laureati in posti come la scuola e la sanita’
    alle prossime elezioni vediamo di mandarli definitivamente a casa

  • ivo 3 gennaio 2018

    ultima trovata : se compri un limone e tre arance (come è accaduto a me) e per comodità vuoi accorpare i prodotti in un unica busta, ovviamente prezzandoli separatamente alla bilancia (cosa che ho sempre fatto in tutti questi anni) vai alla cassa e ti senti dire che sei obbligato ad usare un sacchetto per ogni prodotto. motivo : lo dice la Legge (trovatemi dove sta scritto) !!! Un avviso ai negozianti toglietevi il prosciutto dagli occhi e la segatura dal cervello, è ingombrante.

  • Alberto 3 gennaio 2018

    Il sacchetto viene pagato direttamente alla cassa sommato allo scontrino di pesata, anche senza aver preso il contenitore. Non ne usciamo vivi…

    • Gianmaria Italia 4 gennaio 2018

      Ho appena scritto a Stella Bianchi, parlamentare del PD, prima firmataria del d.l. facendo presente che in alcuni supermercati fanno pagare il sacchetto anche se non acquistato. Il Governo deve fare chiarezza subito per evitare queste “liberalità”. Nessuno può imporre il pagamento di qualcosa che non si è comprato.

  • maria 3 gennaio 2018

    Renzi sta uccidendo il PD con scelte scellerate anche come quella di far pagare i sacchetti bio degradabili (ma lo sono veramente?) prodotti da amici suoi.E’ UNA STUPIDA CATTIVERIA INUTILE. Sono o no biodegradabili questi sacchetti? Cisa vuol dire allora BIODEGRADABILI?

  • Adolfo 3 gennaio 2018

    ennesima truffa all’italiana in nome dell’ecologia questi si riempiono i portafogli con i nostri soldi bene come al solito tanto scrivere e tante prese di posizione singole (tipo pesare la frutta frutto per frutto) che non cambiano di nulla le cose mentre chi avrebbe voce per poter indire una forma di protesta (i supermercati e la grande distribuzione ) nulla. come al solito bla bla bla e basta di concreto zero !!

  • Leonardo Galfano 2 gennaio 2018

    io comprerò i semi di zucca…..