Spy story a Berlino: l’Iran accusato di spiare obiettivi ebraici da attaccare

Presunte spie al soldo dell’Iran avevano preso di mira obiettivi ebraici a Berlino per possibili attacchi. Lo riferiscono fonti dei servizi tedeschi, citate dal magazine Focus, dopo le perquisizioni effettuate in settimana nelle case di 10 sospetti agenti di Teheran.

Tensione diplomatica tra Germania e Iran

Secondo le fonti, gli agenti di Teheran cercavano obiettivi per possibili attacchi, fra cui la sede dell’American Jewish Committee (Ajc). Le spie sorvegliavano anche una comunità ebraica ortodossa vicino Alexanderplatz e il suo rabbino, oltre al club sportivo ebraico Makkabi. L’Ajc ha chiesto alle autorità tedesche di espellere l’ambasciatore iraniano, Ali Majedia. Il diplomatico è stato intanto convocato presso il ministero degli Esteri di Berlino due giorni prima della vigilia di Natale, dove gli è stato notificato di interrompere ogni attività di spionaggio contro gli interessi della Germania.

A Berlino perquisite le case di 10 presunte spie

«Queste azioni non devono rimanere impunite», ha commentato Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale ebraico tedesco, secondo il quale dopo queste attività di spionaggio la Germania non dovrebbe più collaborare con il governo di Teheran. L’articolo di Focus è stato pubblicato dopo che la procura federale tedesca ha ordinato la perquisizione delle case e gli uffici di 10 presunti agenti iraniani, accusati di attività di spionaggio ai danni persone e istituzioni tedesche per conto «di una unità segreta di intelligence legata all’Iran».