Spelacchio, finale grottesco: si muove Cantone. «È costato quanto 2 alberi»

Il povero  Spelacchio rischia di finire anche sotto sequestro giudiziario.  Il finale è a dir poco grottesco: ora si muove persino l’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. Dopo il falso (e comico) smontaggio e il rimontaggio avvenuto mercoledì mattina, ora emerge che per l’albero di Natale di piazza Venezia, il Comune di Roma ha affidato il servizio grosso modo alla stessa cifra per la quale nel 2015 allestì due abeti. Inoltre nel corso degli ultimi tre anni il servizio di trasporto, posizionamento e rimozione dell’abete ( che avverrà giovedì 11 gennaio)  è stato sempre affidato alla stessa ditta, senza rispettare il principio di rotazione. Queste le principali criticità che sono state rilevate al termine di una verifica condotta dopo un esposto presentato all’Autorità. Anac ha già inviato nei giorni scorsi tutta la documentazione a Roma Capitale chiedendo di fornire chiarimenti entro 30 giorni sul contratto e sulle spese. A presentare l’esposto, sempre a quanto si apprende, è stato il Codacons e da qui è scaturita l’attività di vigilanza con cui sono state esaminate le procedure di affidamento degli ultimi tre anni.

Non solo Spelacchio è brutto, ma, a quanto pare, risulta anche costoso. È da prevedere un’alluvione di risate in Rete. La Giunta Raggi non finisce mai  di stupire (e di divertire). Ma, purtroppo, non c’è alla fine tanto da ridere. C’è il sospetto che i grillini siano riusciti nel capolavoro di far crescere una… “cresta” persino sul più spelacchiato Albero di Natale che la storia capitolina ricordi.