Spagna, la procura avverte: «Se rientra, Puigdemont sarà arrestato»

Carles Puigdemont, il leader catalano riparato in Belgio dopo il referendum (contestato da Madrid) per l’indipendenza della sua regione, verrà arrestato al suo rientro in Spagna anche se è stato eletto deputato del parlamento di Barcellona. Lo ha ribadito la procura spagnola mentre la Fiscalia General ha puntualizzato che l’immunità parlamentare non equivale all’impunità. Un chiarimento arrivato dopo che in ambienti vicini a Puigdemont era stata fatta circolare l’interpretazione che l’ex-presidente fosse protetto dal suo status di deputato e che giunge dopo che le due principali formazioni secessionisti – JxCat ed Erc– hanno concordato di riconfermarlo a capo della Generalitat catalana, malgrado si trovi a Bruxelles per sfuggire all’arresto per sedizione.

Puigdemont, ora in Belgio, è accusato di sedizione

Il suo avvocato, Jaume Alonso-Cuevillas, ha detto oggi alla tv catalana che Puigdemont «non ha escluso in alcun momento di presentarsi, cosciente dei rischi cui si espone, e di presentarsi personalmente all’investitura». Il candidato della piattaforma Junts per Catalunya (JxCat) ha però ipotizzato anche una investitura “telematica”, in collegamento Skype con il parlamento. Una simile eventualità è considerata illegale e il governo spagnolo ha già fatto sapere che ricorrerebbe al Tribunale costituzionale.

I secessionisti lo vogliono a capo della Generalitat

«Non è ammissibile che una persona che vive fuori dalla Spagna possa presiedere la Generalitat, ottenera l’investitura senza presentarsi in parlamento, sottrarsi al controllo cui deve essere sottoposto in parlamento», ha infatti ribadito oggi il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. Bisognerà intanto aspettare lunedì per vedere se il nuovo presidente del Parlamento di Barcellona, Roger Torrent, del partito secessionista Erc, proporrà formalmente Puigdemont come nuovo presidente della Generalitat. Entro il 31 gennaio il Parlamento dovrà approvare l’investitura del nuovo president. Se nessuno otterrà la maggioranza assoluta, si riproverà due giorni dopo. Al secondo appuntamento basteranno più voti favorevoli che contrari. Se nessuno sarà aletto, vi saranno altri due mesi di tempo prima di dover ricorrere ad elezioni anticipate.