Siria, la Turchia cannoneggia i curdi anti-Isis. Onu e Ue tacciono (video)

L’operazione militare delle forze di Ankara nella regione di Afrin, nella Siria settentrionale, è iniziata “di fatto” con cannoneggiamenti dalla Turchia contro postazioni delle Unità di protezione del popolo (Ypg) curdo. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa turco, Nurettin Canikli, sottolineando che l’operazione di terra invece non è ancora iniziata. In un’intervista all’emittente A Haber, il ministro ha spiegato che l’intervento a Afrin è “in linea con la legge internazionale” che garantisce il “diritto all’autodifesa” di un Paese. Canikli ha aggiunto che l’obiettivo è distruggere tutti i “corridoi dei terroristi” e che Ankara si sta consultando con la Russia prima di procedere con l’avvio dell’operazione vera e propria. “Ci stiamo preparando per un’operazione ad Afrin, stiamo facendo tutti i preparativi necessari. Ci stiamo coordinando con la Russia e altri Paesi della regione interessati”, ha concluso il ministro della Difesa. L’artiglieria dell’esercito turco ha di nuovo aperto il fuoco in mattinata contro le postazioni dei miliziani curdi nella regione di Afrin. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Anadolu, precisando che l’attacco è partito dai distretti turchi di Hassa e Kirikhan, situati nei pressi del confine con la Siria. La Turchia ha più volte confermato in questi giorni che condurrà un’operazione militare nel nord della Siria, contro i curdi. “Il livello della minaccia contro la Turchia aumenta di giorno in giorno. Questa operazione sarà condotta e combatteremo il terrorismo”, ha dichiarato Canikli. Da giorni l’esercito turco sta continuando ad ammassare mezzi e carri armati nella provincia di Hatay, al confine con la Siria e l’allerta delle forze militari è stato portato al “massimo livello”. Né Onu né Ue, di solito così pronti a schierarsi contro il legittimo presidente siriano Assad, hanno ancora detto una parola.