Siria, continua l’aggressione turca ai combattenti curdi: l’Europa tace (video)

I jet turchi hanno distrutto “punti di osservazione e molti altri obiettivi dei terroristi del Pyd-Pkk” ad Afrin, precisa l’agenzia turca Anadolu aggiungendo che le unità dei ribelli dell’Esercito libero siriano (Els) entrate nella regione dalla Turchia “non hanno incontrato alcuna resistenza”. Le forze di terra turche hanno infatti attraversato il confine con la Siria e sono entrate nell’enclave curda di Afrin. Nel mirino ci sono i miliziani curdi siriani delle Ypg, legati al Pyd e considerati “terroristi” dal governo di Ankara al pari dei ribelli del Pkk. Lo Stato maggiore delle Forze armate ha confermato l’avvio dell’operazione “nella regione di Afrin” – ribattezzata Ramoscello d’ulivo – precisando che l’obiettivo è “portare sicurezza e stabilità ai nostri confini e nella regione, eliminare i gruppi terroristici” e “salvare i nostri fratelli dall’oppressione e dalle atrocità”. I militari aggiungono che l’offensiva sarà condotta “nel rispetto dell’integrità territoriale della Siria” e che è scattata sulla base dei “diritti della Turchia” nel quadro del “diritto internazionale”. Nel mirino, aggiungono i militari, ci sono anche i jihadisti dell’Isis. Dopo otto giorni di attacchi dell’artiglieria turca e di rafforzamento della presenza militare al confine con la Siria, da ieri i jet delle forze di Ankara colpiscono gli obiettivi dei miliziani curdi sostenuti dagli Usa, mentre i ribelli dell’Els, appoggiati dalla Turchia, portano avanti l’offensiva di terra. L’offensiva ad Afrin è la seconda condotta dalla Turchia nel nord della Siria dopo l’operazione Scudo dell’Eufrate lanciata nel 2016. Erdogan ha ribadito che dopo Afrin “sarà la volta di Manbij”, un’altra località del nord della Siria in mano ai curdi. Ankara ha per molto tempo criticato Washington per il sostegno ai miliziani curdi siriani nella battaglia contro l’Isis nel Paese arabo. Intanto le truppe russe hanno iniziato a ritirarsi dall’enclave curda di Afrin, sottoposta a bombardamenti degli aerei militari turchi. Lo riferiscono le agenzie militari russe, citando il ministero della Difesa di Mosca. Sostenuti dagli americani, i curdi collaboravano anche con i russi che avevano dispiegato una presenza militare nell’area di Afrin. Un comunicato del ministero degli Esteri russo ha espresso “allarme” per l’uso della forza da parte turca nella Siria nord occidentale, riporta l’agenzia stampa Interfax. Mosca esorta le parti in conflitto in Siria ad esercitare moderazione, aggiunge il comunicato.