Simone Biles: #metoo. La ginnasta Usa denuncia gli abusi del medico della nazionale

È bastato un hastag, #me too, per aprire uno squarcio sui soprusi e sulle violenze – l’ennesimo – diffuse anche nel mondo della ginnastica statunitense. È bastato un tweet, per riaprire quella finestra sull’inaccettabile che include anche il mondo dell’artistica femminile, e di livello olimpionico, in quello che sembra ormai essere lo sconfinato panorama delle molestie e degli abusi, perpetrati nel silenzio delle vittime e consumati grazie all’omertà dei più, comprimari e squallidi protagonisti che continuano a  rendere interminabile l’elenco di donne oltraggiate da pigmalioni e factotum più o meno illustri di turno. E l’ultima è proprio lei: la quattro volte oro olimpico, Simone Biles, che ha  denunciato di essere stata abusata dall’ex medico della nazionale americana.

Simone Biles, io molestata dal medico della nazionale

«Anche io – ha postato allora l’atleta olimpionica 20enne sui suoi account Twitter e Instagram – sono una delle tante sopravvissute che è stata abusata da Larry Nassar. Per favore credetemi, è stato molto duro dire per la prima volta queste cose e scriverle… Ci sono molte ragioni se sono stata finora riluttante nel condividere la mia storia, ma ora so che non è colpa mia», ha scritto e denunciato la Biles sotto l’oramai famoso hashtag #MeeToo, che – come ricorda in queste ore il sito dell’Ansa, tra gli altri, «l’ha unita alle altre 140 vittime che hanno accusato Nassar di abusi come medico della nazionale di ginnastica statunitense e della squadra del Michigan State». E mentre l’iter processuale si avvia a sentenza per almeno sette dei diversi casi di abuso denunciati – il verdetto della corte del Michigan è previsto per questa settimana con Nassar, sulla cui testa grava già una condanna in carcere pesantissima per possesso di materiale pedopornografico, che rischia l’ergastolo – la Biles torna ad accusare il medico di «comportamenti assolutamente inaccettabili, disgustosi e violenti da parte di chi avrei dovuto fidarmi». Da parte di chi, in spregio di rispetto e rischi, dolore e tormento, ha tradito quella fiducia e oltraggiato l’ennesima vittima. Ancora una volta…