Shoah, Meloni: «I terroristi islamici di oggi come i nazisti di ieri»

Shoah, Giorgia Meloni dice quello che molti pensano  ma che pochi hanno il coraggio di dire per non incorrere nelle censure del politically correct. «Oggi è il Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto. Per ricordare a quali orrori può portare la fede cieca e incondizionata in una ideologia. La stessa che ritroviamo oggi nei terroristi islamici. Il vero antidoto a queste derive sono da sempre la ragione e la libertà. Difendiamole come il nostro bene più importante». La leader di Fratelli d’Italia lo scrive su Facebook. Sono parole di buon senso, che nascono dal confronto tra il passato e il presente. E che individuano nell’islamismo radicale una delle fonti più pericolose (non la sola, certamente)  dell’antisemitismo di oggi.

È facile trovare (per chi vuole trovarlo) un riscontro della Meloni nella storia dia questi anni. «Khaybar, Khaybar, o ebrei, l’armata di Maometto ritornerà»: è questo ad esempio  lo slogan partito da Malmoe che in questi ultimi mesi gira per i raduni islamisti di mezza Europa. Nel dicembre scorso, questo grido è risuonato per ben otto volte in una manifestazione a Piazza Cavour, a Roma  E gli episodi in questi ultimi anni si sono moltiplicati. Basterà solo ricordare la strage alla scuola ebraica di Tolosa. Un decina di anni fa l’allora presidente dell’Iran, Mahmud Ahmadinejad, minacciò che prima o poi Israele sarebbe stata «cancellata dalla mappe geografiche».

È una verità che va ribadita oggi perché l’odio nutrito dagli islamisti radicale per la società occidentale è pari a quello nutrito dagli stessi islamisti per Israele per gli ebrei.  Le più alte cariche dello Stato, da Mattarella a Grasso e a Boldrini, parlassero meno di fascismo e puntassero piuttosto l’indice contro i veri nemici che minacciano oggi la civiltà.