Sestriere, colpita da un ictus, muore sull’ambulanza bloccata da un albero caduto

Colpita da un ictus, muore sull’ambulanza che l’ha soccorsa,  durante il trasporto in ospedale: è successo nelle ultime ore al Sestriere, flagellato dal maltempo. Certo la donna versava in gravi condizioni quando i soccorritori sono intervenuti, ma il caos provocato da neve e pioggia, un albero caduto in strada che intralcia il cammino di una vita, non devono poter influire su un epilogo drammatico. Non dovrebbero…

Sestriere, colpita da ictus, muore sull’ambulanza

E invece è successo: e una donna, colpita da un’emorragia cerebrale è deceduta la scorsa notte sull’ambulanza che da Sestriere la stava trasportando d’urgenza in ospedale a Susa. Il mezzo di soccorso è rimasto bloccato per qualche minuto tra Sestriere e Cesana a causa di un albero caduto di traverso dopo le abbondanti nevicate di questi ultimi giorni: attimi che si sono rivelati fatali per la donna vittima di un ictus e che stava per essere ricoverata d’urgenza, se non fosse stato per quell’albero, per quei minuti necessari a sgomberare il cammino dell’ambulanza che la stava portando in ospedale velocemente. Ma quel tronco, quei rami, quegli impedimenti che hanno sbarrato l’andatura sostenuta dei soccorritori, hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, al lavoro per liberare il tratto. E per la donna di circa 70 anni, le cui condizioni erano apparse già molto gravi al personale a bordo dell’ambulanza, non c’è stato nulla da fare. La signora è arrivata al pronto soccorso già priva di vita.

I soccorsi tempestivi, la corsa a ostacoli

«Non è detto – ha spiegato all’AdnKronos il presidente della Croce Rossa di Bardonecchia intervenendo sull’accaduto – «che se anche la strada fosse stata libera la signora avrebbe potuto essere salvata; l’emorragia cerebrale è una patologia che richiede tempi di intervento molto rapidi. Io non ero presente, ma mi è stato detto che la signora era apparsa in condizioni gravi non appena i soccorsi erano giunti sul posto». E allora, quanto si apprende da una nota, «i soccorritori del 118 inviati dalla centrale operativa del 112 e giunti sul posto con un mezzo 4×4 dotato di defibrillatore automatico Aed, appena arrivati a destinazione informavano la centrale della gravissima situazione clinica della paziente e procedevano a praticare le prime manovre sostenendo la respirazione mediante somministrazione di ossigeno e applicazione di Aed, mentre la centrale del 118 inviava un ambulanza medicalizzata». Una situazione grave, certo, che ha richiesto manovre mediche avanzate per tutto il tempo del trasporto: trasporto che, comunque, è risultato alquanto difficoltoso e complicato per le avverse condizioni meteo.