«Sei italiana? Allora canta l’inno nazionale». E la rom resta in silenzio e scappa

lunedì 15 gennaio 14:19 - di Redazione

Un incontro sui campi rom, due nomadi invitati a parlare e l’arrivo di Forza Nuova.  Sono questi gli estremi della vicenda emersa a Varcaturo, nel Giuglianese in provincia di Napoli. Come riporta il Giornale, a un incontro pubblico organizzato da “Sipes” (associazione artistico culturale “Stare insieme per emozionarsi sempre”) erano invitati Sabrina Severovic e suo padre Nurja oltre all’assessore Carla Rimoli e al consigliere Di Girolamo. Durante la serata si è presentato anche Salvatore Pacella, responsabile di Forza Nuova in Campania. E sono scoppiate le polemiche. «Dici di sentirti italiana e quindi, dimmi, conosci l’inno nazionale?». «Sì». «Ah sì? E allora cantalo». Sarebbe stato questo il dialogo tra l’esponente di Forza Nuova e la ragazza nomade, nata in Italia, secondo quanto racconta l’Huffington Post che ha intervistato la responsabile dell’incontro. «Negli ultimi due anni e mezzo ne abbiamo organizzati tanti su questioni come lo ius soli, l’immigrazione, i diritti dei gay – dice Antonella Fabbricatore – ma non era mai successo tutto questo».

Dibattito coi rom e le polemiche

La richiesta dell’esponente di Forza Nuova alla rom di cantare l’inno italiano ha provocato un putiferio. Su Facebook la Fabbricatore ha scritto: «Grande civiltà hanno dimostrato Nurja e Sabrina andando via, senza reagire alle violente offese verbali di chi era venuto per disturbare la tranquillità dell’incontro. È stata un’occasione persa».  Diversa la ricostruzione fatta da Forza Nuova.  «Hanno provato a zittirci – ha detto Pacella di Forza Nuova – abbiamo portato la nostra tesi esprimendo il nostro sdegno e disgusto all’assemblea pro-rom». Insomma: non sarebbe stato il raid tanto sventolato dagli organizzatori (che hanno denunciato il fatto ai carabinieri). «Stavo chiedendo alla rappresentante della comunità rom, che diceva di sentirsi italiana, se conoscesse l’inno nazionale», ha aggiunto Pacella come riporta l’Huffington. E ancora: «Questa ragazza non è italiana, perché non può essere italiana, per il semplice fatto che non sa parlare italiano, non conosce l’inno d’Italia e di italiano non ha nulla».

 

Commenti

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  • Dany 17 gennaio 2018

    L’Italia ha urgente bisogno di “pulizie straordinarie”.
    Chi non è ITALIANO non è degno di cantare il nostro inno, a maggior ragione chi viene in Italia per rubare stuprare e delinquere!!!! Se poi i buonisti vogliono fare le opere di carità agli stranieri visto che sono una priorità rispetto agli ITALIANI allora si accomodino a casa loro.

  • salvatore 16 gennaio 2018

    integrarsi: sentirsi italiani significa conoscere e parlare l’italiano e, se vogliamo, cantare, seppure in sordina, l’INNO DI MAMELI. ma già non sanno nemmeno chi è MAMELI!

  • Luigi Fassone 16 gennaio 2018

    Non si capisce proprio la PERVICACIA di chi difende i rom e gli zingari in generale a costo di rendersi ridicolo.poi bisogna vedere “come” è stato chiesto a sta ragazza di cantare l’Inno. Però siamo sempre lì,non ci sappiamo liberare (o non vogliamo farlo…)dai problemi che ci affliggono,che non sono soltanto i nomadi che nomadi non sono,attecchiscono con i loro usi e costumi e non se ne vanno più,ma anche gli extracomunitari che la ns.Guardia Costiera continua a scaricare nei ns.porti.

  • Francesco Ciccarelli 16 gennaio 2018

    La “grande civiltà” degli zingari consiste nel rubare, nell’accattonaggio minorile, nell’insegnare ai bambini a borseggiare e ad aggredire per uccidere. Nonostante tutto gli idioti e gli ipocriti li difendono e fanno le solite accuse.

  • itala piccininno 16 gennaio 2018

    non si sa se ridere o piangere…….sono nomadi e allora…nomadizzino, perché hanno anche diritto a campi stabili? sono solo gentaglia inutile, nel migliore dei casi. Una volta avevano almeno la specificità di alcuni lavori come fabbricanti di selle , riparatori e forgiatori di vanghe e simili, allietavano le feste con musica e canti..ma ora cosa ci stanno a fare qui da noi????

  • amerigo 16 gennaio 2018

    Il solito circolo pseudoculturale, aspirante a divenire radicalchic, giusto per prendere i soldi pubblici in cambio di niente. Anzi, in cambio di reati a carico degli Italiani, quelli veri, che lavorano e pagano le tasse a questa pletora di mangiapane, i parlamentari PD.

  • Mauro 16 gennaio 2018

    Ma finiamola con questo buonismo; Mi meraviglio che ci siano ancora persone che fanno di tutto per aiutare persone che non lo meritano addirittura arrivando a mentire a se stessi. Io li denuncerei e gli vieterei di organizzare qualsiasi cosa. Basta è ora di finirla

  • Franco 16 gennaio 2018

    I sinti sono apolidi e apatridi. Ma le Autorità devono pretendere il rispetto della legge è un comportamento consono. Conto molto che il prossimo governo di centro destra sappia gestire questo problema di sicurezza e salute pubblica

  • Stefano 16 gennaio 2018

    La colpa è della Magistratura.
    Esiste una legge ordinaria del 1999 in cui si afferma che la lingua ufficiale dello stato è l’italiano. Seguono eccezioni e chiarimentibper le altre lingue delle minoranze linguistiche italiane. L’INGLESE NON E TRA QUESTE.
    Poi ci sono i pierimi che organizzano corsi di studio nelle università pubbliche nelle quali il numero chiuso è per fare gli esami e non per assistere alle lezioni, con i nostri soldi in lingua inglese con buona pace della magistratura come al solito assente ma autoreferente e spocchiona.
    Quanto è accaduto e una faccia dello stesso problema.

  • giampiero Mugelli 15 gennaio 2018

    ssere italiani non è cosa facile per nessun straniero ma per un o una persona di etnia ROM ancor meno. Essi sono di nessuna etnia sono solo esseri senza patria e non tollerati da nessuno per come vivono e per come agiscono, secondo me non hanno una patria perché sono solo ieri, oggi, sempre degli zingari; cioè girovaghi