Sei figli, tre lauree, non trova lavoro perché troppo “qualificato”. E troppo italiano….

Sei figli, tre lauree, un curriculum troppo “pesante”. In Italia, se sei italiano, funziona così: non basta studiare, mettendo su nel frattempo anche una famiglia con figli, per trovare uno sbocco lavorativo dignitoso. Neanche se prendi tre lauree, perché – spiega al Giorno Gaetano C, 44 anni – “la laurea in Italia è un demerito, bisogna nasconderla, per trovare lavoro, siamo all’assurdo”.

L’uomo, di Rovigo ma residente in Brianza, racconta al quotidiano milanese di aver spedito oltre 500 curriculum, fatto almeno 100 colloqui, senza esito. «Solo qualche anno da professore precario e lavoretti saltuari, come fare ripetizioni», racconta. Perfino al Centro per l’impiego lo hanno scartato con la motivazione che “lei è troppo qualificato, qui gestiamo più che altro lavori manuali o impiegatizi”.

Il fenomeno, in campo internazionale viene definito “over education“, troppo educati per lavorare. In Italia sono migliaia i laureati disoccupati, anche giovani, o che finiscono per fare precari, nei call center o stagionali. Come fa Gaetano ad andare avanti? Come molti giovani italiani, chiedendo aiuto ai genitori: «Ma non è concepibile. Io non demordo ma più passa il tempo e più si fa dura, anche perchè non sono più un ragazzo. Mi appello alla politica, fate qualcosa per cambiare il mercato del lavoro». In campagna elettorale, l’over education potrebbe essere un buon tema da affrontare, ma qualcuno se ne ricorderà?