«Scelte fallimentari, pessime, fuori dal mercato»: l’affondo di Gasparri sulla Rai

«Per quanto i vertici aziendali provino a smentire, il tracollo degli ascolti Rai è evidente». A dirlo è Maurizio Gasparri commentando i dati sulla perdita di telespettatori da parte della tv pubblica che, secondo la società di analisi Frasi, si attesta su una media di 25mila unità al giorno per Rai Uno, di oltre 73mila per Rai Due e oltre 24mila per Rai Tre.

«La Rai paga scelte totalmente sbagliate»

«La Rai nega e addirittura parla di crescita degli ascolti, per quanto irrisoria se non risibile, dello 0,2 per cento medio. Si arrampica poi sugli specchi citando gli europei di calcio del 2016, mentre dovrebbe parlare della sconfitta cocente subita con la perdita del Mondiali di calcio 2018, che hanno visto la Rai umiliata da Mediaset», ha commentato il vicepresidente del Senato, aggiungendo che però «al di là dei numeri, una cosa è certa: la Rai sta pagando per alcune scelte totalmente sbagliate, che hanno ridotto all’osso le casse aziendali, distrutto la rete ammiraglia e penalizzato anche le altre».

Gasparri cita «gli eclatanti casi Fazio, Marcorè e Parodi»

«I casi Fazio, Marcorè, Parodi sono eclatanti. Scelte fallimentari, pessime, legate a logiche fuori dal mercato. Prova ne è il successo che hanno alcuni altri programmi o fiction di qualità che riescono invece catturare pubblico», ha proseguito ancora l’esponente di Forza Italia, per il quale «tra i motivi della crisi della Rai, la cancellazione del pluralismo attuata dai renziani guidati da Campo Dall’Orto». «Gli attuali vertici non hanno cancellato le prepotenze messe in atto e pensano di cavarsela “concedendo” sette puntate su Rai Due a un neo-programma che viene usato come beffa. Ne racconteremo in Vigilanza lunedì genesi e aberrazioni», ha concluso Gasparri.