Scarcerò un pedofilo pakistano che abusò di un disabile: “punito” il magistrato

Per l’indignazione erano scese in piazza anche associazione in difesa dei minori, come “Caramella buona”, pronte a manifestare pubblicamente e con esposti al Guardasigilli dopo la decisione del magistrato di scarcerare un pakistano di 21 anni che aveva abusato di un ragazzino disabile. Nel corso dell’interrogatorio il pedofilo aveva ammesso il rapporto ma aveva sostenuto che la sua vittima fosse consenziente. Il magistrato di turno, il gip di Reggio Emilia Giovanni Ghini, gli aveva creduto e aveva disposto la scarcerazione dell’uomo, nonostante fosse reo confesso.

Oggi arriva la notizia che contro Ghini il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che aveva avviato accertamenti preliminari, ha fatto scattare un’azione disciplinare e inviato gli atti al procuratore generale della Cassazione.

La vicenda risale al 18 agosto scorso, a Reggio Emilia, quando il pakistano si era appartato con un minorenne italiano disabile. Nell’interrogatorio di garanzia il giovane aveva ammesso le proprie responsabilità, sostenendo però che il minore fosse consenziente. A quel punto il giudice Giovanni Ghini aveva revocato i domiciliari e disposto l’obbligo di firma e il divieto di avvicinamento alla vittima dell’abuso. Una decisione clamorosa, inspiegabile, contraddetta dallo stesso impitato, che con un gesto a sorpresa aveva chiesto, tramite il suo avvocato, di tornare ai domiciliari. Richiesta poi accolta dal Riesame. Oggi l’annuncio della “punizione” per il magistrato Ghini.