Salvini: «Gli italiani sono il popolo meno razzista del mondo. E sui vaccini vi dico…»

Attilio Fontana, dopo la bufera per la frase pronunciata sulla «razza bianca a rischio», resta il candidato del centrodestra alla Regione Lombardia. Lo ha assicurato il leader del Carroccio, Matteo Salvini, che in un’intervista a Radio Anch’io ha detto: «Figuriamoci se posso pensare a un passo indietro». «Berlusconi – ha poi aggiunto – non ha mai detto che Fontana non è adeguato». Aggiunge Salvini al ragionamento: «Penso che l’italiano sia il popolo meno razzista al mondo, anche perché è un popolo che è emigrato, che ha spostato siciliani, veneti, trentini, napoletani, milanesi. Ci sono cinque milioni di italiani nel mondo – ha detto il leader del Carroccio- e li sento spesso: la differenza è che nella stragrande maggioranza dei casi a nessuno di questi italiani in Argentina, Svizzera, Belgio, in Germania il Paese ospitante pagò colazione, pranzo e cena in albergo, tessera telefonica, pacchetto di sigarette per gironzolare per un anno. Oggi vedere 183mila richiedenti asilo che bivaccano negli alberghi e nelle piazze di mezza Italia, la maggioranza assoluta dei quali non avrà nessun tipo di asilo politico o protezione internazionale, evidentemente infastidisce e suscita allarme anche in tanti Comuni amministrati dalla sinistra». Il leader leghista rincara la dose: «È incredibile come in Italia si riesca a parlare di un sostantivo e di un aggettivo e non del problema: la nostra cultura rischia di scomparire, Fontana dice che c’è un’invasione fuori controllo, parla di un rischio islamizzazione di cui parlava la Fallaci 15 anni fa», sostiene il leader della Lega a Radio anch’io.

Salvini: «Ho vaccinato i miei figli»

Salvini affronta di nuovo un argomento caldo, i vaccini. Anche in questo caso fa chiarezza contro chi ne fa un argomento da rinfacciare in campagna elettorale: «Io ho vaccinato i miei figli. Che quattro vaccini fossero utili è fuori dubbio, che dieci vaccini per migliaia di bambini siano un potenziale rischio è altrettanto fuori dubbio, riconosciuto unanimemente». Poi chiarisce due temi sui quali si era espresso, la riapertura delle case chiuse e il no netto alla liberalizzazione delle droghe cosiddette leggere: «L’amore fa bene, drogarsi no, mai. Oggi la prostituzione è gestita dalla criminalità organizzata. Possiamo dire: mi lavo la coscienza, faccio finta di nulla, lascio che siano in mezzo ad una strada a vendere il loro corpo senza controlli, senza garanzia igienico-sanitaria, economica, previdenziale. Oppure faccio come fanno gli austriaci, gli svizzeri, i tedeschi, i belgi, gli olandesi. Quindi o sbaglia tutto il resto del mondo che mette delle regole, dà delle garanzie e lascia liberi i lavoratori, senza giudizi morali di fare un lavoro che esiste da duemila anni, che preferisco sia controllato, organizzato, sanitariamente tutelato e anche tassato. C’è chi sceglie per soldi di prostituirsi, invece di fare l’insegnante, il poliziotto, il muratore, il giornalista».