Rifiuti in Sicilia, Musumeci: “Agire subito, le discariche sono al collasso”

mercoledì 3 gennaio 14:04 - DI Paolo Sturaro

“Il problema dei problemi nei rifiuti è rappresentato da Bellolampo. Siamo a un punto di non ritorno. Fra un mese, se nulla non cambia, buona parte della Sicilia occidentale non avrà più dove conferire i rifiuti”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci durante una conferenza stampa sull’emergenza rifiuti in Sicilia. “La sesta vasca di Bellolampo è già colma – ha aggiunto – Bisogna intervenire subito per trovare un po’ di spazio e per attivare la settima vasca per la quale, mi dicono i tecnici, ci vorranno almeno sei/sette mesi. Questa situazione straordinaria – ha sottolineato – non può essere affrontata con strumenti ordinari”.

Musumeci: tutte le discariche al collasso

“Tutte le discariche esistenti in Sicilia sono prossime al collasso. Esclusa Bellolampo, abbiamo una disponibilità di due milioni di metri cubi di discarica, se pensiamo che ogni giorno arrivano in discarica cinquemila tonnellate di rifiuti, è facile capire che a settembre non avremo più dove metterli”, ha aggiunto Musumeci. Numeri che sono legati allo scarso livello raccolta differenziata. “Noi portiamo in discarica l’80% dei rifiuti, la Lombardia il 4%, il Veneto il 10% – ha aggiunto Musumeci – In Sicilia siamo al 15% di differenziata”. Il presidente della Regione ha anche evidenziato come sono “un centinaio i comuni che superano il 50% di differenziata ma ne restano altri 290” e ha aggiunto: “La cosa più grave è che a non fare la differenziata sono le città metropolitane di Palermo, Messina e Catania”.

L’appello a tute le forze politiche

“Quella sui rifiuti non è una battaglia di centrodestra o centrosinistra, è una battaglia di civiltà. Faccio appello a tutte le istituzioni: chiudiamo con il passato e intestiamoci una battaglia da vincere. Da solo, senza l’aiuto dei Comuni, non posso andare da nessuna parte”, ha concluso Musumeci. “Non servono i generali o i carabinieri, serve la buona politica. E’ da irresponsabili aver fatto finta di niente per 20 anni e avere nascosto la polvere sotto il tappeto. Non posso in 20 settimane risolvere un’emergenza che si protrae da decenni. Qui nessuno si tira indietro. Non chiedo due o tre anni di tempo, ma solo qualche mese”.

 

Commenti

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  • fdesalvo@aconet.it 24 gennaio 2018

    andare a vedere a Parma, costruzione di un termovalorizzatore ormai standardizzata, problema risolvibile in un anno

  • graziano.rizzo.5fek@alice.it 4 gennaio 2018

    esiste un progetto ad impatto ambientale uguale a zero per trasformare i rifiuti solidi e urbani in energia elettrica e termica trasformando i liquidi in acqua distillata , questo progetto non va in porto perché , e mia convinzione e non solo , che la soluzione del problema vada a disturbare tante persone . sono disponibile ad incontri sul tema .

  • giorgio.conti@unipr.it 4 gennaio 2018

    il problema e’ sempre e solo uno, ciascuno si tiene i propri rifiuti e si attiva per eliminarli adottando le misure piu’ efficaci; mandarli in altre regioni non risolve nulla e si rimanda solo il problema.

  • norma19371942@gmail.com 4 gennaio 2018

    La terra degli dei uccisa dagli stessi siciliani. Tutto ciò che non è loro è di “nuddu “ e quindi non spetta loro curarsene e nemmeno collaborare a farlo. Quindi hanno ricoperto di pattume città e territorio, che non vedono più. Disperazione

  • maurocollavini@libero.it 4 gennaio 2018

    Inizia con un programma di differenziata a palermo ed obbliga gli altri comuni del est sicilia a fare la stessa cosa o a smaltire a casa loro. Non basta dire che c’è un problema lo devi anche risolvere. Hai voluto la bicicletta bene ora pedala!