Renzi scopiazza (male) il Cav: “La tasse sulla prima casa l’ho tolta io”

Dice di voler fare una «campagna elettorale nel merito» Matteo Renzi. E per dimostrarlo si aggrappa a una misura adottata dal governo francese: l’abolizione della tassa sulla prima casa. «Noi abbiamo tagliato l’Imu sulla prima casa nel 2015», ha cinguettato il segretario Pd su Twitter, rivolgendosi poi a «Grillo e Salvini» per sapere se «si impegnano a mantenere questa misura come per gli 80 euro». La domanda avrebbe senso se, come Macron, Renzi potesse rivendicare la primogenitura sull’abolizione della famigerata tassa. Cosa che, come sanno tutti, non è.

Al centrosinistra piace la tassa sulla prima casa

Fu infatti Silvio Berlusconi, nell’ormai lontano 2006, a proporre per primo l’abolizione dell’odioso balzello, introdotto dal governo Amato. Con l’arrivo del centrodestra al governo, nel 2008, la tassa fu finalmente abolita con grandi polemiche da parte del centrosinistra. A reintrodurla ci pensò poi il governo Monti, il cui maggiore sponsor fu sempre il centrosinistra, il quale nel 2016 con una mano la aboliva e con l’altra tentava un blitz, salvo poi ripensarci, con un emendamento alla finanziaria a firma Pd che di fatto la reintroduceva. Il centrodestra, dal canto suo, ha sempre mantenuto un atteggiamento coerente, considerandola un iniquo fardello sulle spalle delle famiglie.

Renzi con la memoria corta

Ora Renzi finge di dimenticare tutto questo, semplicemente parlando della abolizione della tassa sulla prima casa come di una sua innovazione. E, come nel suo stile, lo fa con quel tocco di furbizia comunicativa in più: commentando una misura presa altrove, con il tono di chi ne è stato l’ispiratore. «Apprezzo il fatto che Macron abbia messo un altro tassello riformista dopo la riforma del mercato del lavoro», ha scritto Renzi su Facebook, ricordando subito dopo la “sua” misura del 2015 e chiamando alla sfida gli avversari, tra i quali però, guarda caso, non cita Berlusconi.