Raggi da ridere per non piangere: «Sui rifiuti abbiamo lavorato pancia a terra»

Sembra una barzelletta ma non lo è: «Sui rifiuti abbiamo lavorato pancia a terra». Lo dice proprio lei,  Virginia Raggi, che sulla raccolta della monnezza ha rischiato anche il commissariamento del governo. Sbandiera risultati (di cui nessuno si è accorto). Dimentica tutto quello che è successo, Roma sommersa da montagne di rifiuti, le proteste della gente. Interviene alla presentazione del programma elettorale di Roberta Lombardi, candidata alla presidenza della Regione Lazio, e parla di “rivoluzione”. Quale? Dà un nome diverso ai rifiuti. Li chiama “Materiale post consumo”. Questa denominazione, secondo la Raggi  «fa capire come il nostro programma vada in un’altra direzione».

Raggi si scopre paladina del riciclo dei rifiuti

Dunque, la Raggi lavorato “pancia a terra”. Non si sa cosa abbia fatto. Lei però filosofeggia sull’economia circolare e sui rifiuti zero. «Nel nostro programma questa filosofia è centrale». Nel suo libro di sogni ci sono due impianti di compostaggio e uno di raccolta multimateriale. Il finale è oltre l’ovvietà: «Più la differenziata è fatta bene, più le stesse aziende guadagnano».