Puigdemont, la farsa continua: che aspettano ad andarlo a prendere?

Il governo spagnolo di Mariano Rajoy ha avviato la procedura per intentare ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro la candidatura di Carles Puigdemont alla presidenza della Catalogna. Lo ha annunciato oggi la “numero due” di Rajoy, Soraya Sáenz de Santamaría, spiegando in conferenza stampa che Rajoy ha chiesto un parere del Consiglio di Stato in materia. Madrid ritiene infatti che lo status giuridico di Puigdemont sia “incompatibile” con la sua partecipazione alla vita politica. Se il parere dovesse essere favorevole, il governo spagnolo – ha riferito la vicepremier – presenterà il ricorso immediatamente. Se ammesso, il ricorso avrebbe effetto sospensivo sulla decisione del presidente del Parlament Roger Torrent di sottoporre alla plenaria il nome di Puigdemont come candidato alla presidenza della Catalogna. Il governo ha anche chiesto un secondo parere per chiarire se il voto delegato di “persone al di fuori del territorio nazionale per aggirare l’azione della giustizia” può essere impugnato davanti alla Corte costituzionale, altro elemento chiave per determinare se Puigdemont può essere candidato. Un “golpe”. Così la lista secessionista Junts per Catalunya (JxCat) ha bollato il ricorso del governo di Madrid contro la candidatura del suo leader Carles Puigdemont alla guida del governo autonomo catalano. “E’ un colpo di Stato”, un tentativo di agire contro “la volontà del popolo catalano”, ha dichiarato Eduard Pujol, portavoce di JxCat, in una conferenza stampa a Barcellona, secondo quanto riferisce il sito de La Vanguardia. La lista secessionista ha assicurato che non intende ritirare la candidatura di Puigdemont, in Belgio per sfuggire all’arresto per sedizione, e Pujol ha parlato di “ore gravi” per il parlamento catalano. Intanto non è stata ancora fissata la data in cui il parlamento di Barcellona si riunirà per scegliere il prossimo presidente della Generalitat, voto che deve avvenire entro il 31 gennaio. A quanto scrive El Pais, i due principali partiti secessionisti non hanno ancora trovato un’intesa. Durante un’apposita riunione che si è svolta ieri fra i gruppi parlamentari, JxCat ha chiesto che si voti il 31, mentre Esquerra repubblicana (ERc), il partito cui appartiene il presidente del parlamento Roger Torrent, parla del 30.