Platini come Berlusconi: cerca giustizia dalla Corte Europa dei diritti dell’uomo

Come Silvo Berlusconi, anche Michel Platini, uno dei più forti calciatori della storia, si è rivolto a un organo extraterritoriale, la Corte europea dei diritti dell’uomo, perché si ritiene vittima di una clamorosa ingiustizia. “È una questione d’onore per me. Voglio che venga fatta giustizia”, ha annunciato l’ex presidente della Uefa, sospeso da tutte le attività legate al calcio fino ad ottobre 2019 dalla Fifa, spiegando la decisione di portare la questione fuori della Svizzera, dove ha esaurito tutti i ricorsi contro la sua sanzione. Platini ha così presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro l’inibizione di quattro anni. Le Roi è stato squalificato per la storia dei due milioni di franchi svizzeri ricevuti nel 2011 dall’allora presidente della Fifa, Joseph Blatter, ma per una consulenza che risaliva al quadriennio che va dal 1998 al 2002. “Questo ricorso è nella logica di quello che ho sempre detto: ritengo di non aver commesso alcun errore, e sono determinato a far valere i miei diritti fino alla fine e a dimostrare la mia innocenza”, assicura Platini a Le Monde. Il 62enne ex calciatore della Juventus, che era stato costretto a ritirare la sua candidatura alla presidenza della Fifa prima delle elezioni del 26 febbraio 2016 ha spiegato che vuole andare fino in fondo. “Ad un anno e mezzo dalla fine della sospensione, potrei continuare a godermi la vita, ma non voglio rinunciare alla mia battaglia”.

Berlusconi, che nel novembre scorso è stato protagonista di un’udienza a Strasburgo, è in attesa di sentenza contro la retroattività della legge Severino sulla incandidabilità dei condannati. Una sentenza che gli preclude, al momento, la possibilità di concorrere e di essere eletto alle prossime elezioni politiche.