Pirozzi non rinuncia e elogia Mussolini. Meloni: nel Lazio alla fine andremo uniti

”Nessuna legge dello Stato vieta una mia candidatura. Per fortuna viviamo in una democrazia”. Sergio Pirozzi, intervistato da Klaus Davi, ribadisce la sua intenzione di correre nel Lazio.  “Se Berlusconi – ha aggiunto – mi chiamasse ad Arcore ci andrei e se mi chiedesse personalmente di non candidarmi gli direi in faccia che non rinuncio. Che non cambio idea. Non sono una persona che gioca con certe cose. Sono coerente.”

Immancabile la domanda sul fascismo, cui Pirozzi ha così risposto: ”Credo che le opere pubbliche realizzate durante il fascismo siano state una cosa positiva per il paese, lo ha fatto vedere anche Rai Tre. Mentre tra le cose sicuramente brutte colloco le leggi razziali “. “Per quello che riguarda infrastrutture, politiche sociali, una visione del paese -ha aggiunto- il Duce secondo me ha fatto grandi cose. Ma l’aver aderito alle sciagurate leggi razziali e aver fatto entrare l’Italia in guerra al fianco di Hitler è stata una cosa sciagurata”. Il sindaco di Amatrice ha precisato di non essere mai stato a Predappio: “A Predappio in ‘pellegrinaggio’ non ci sono mai stato. Semmai andrei dal Papa e a a Lourdes , dove in effetti sono stato. I pellegrinaggi si fanno nei luoghi dove ci sono i santi. Io sono un cattolico.”

Nel centrodestra si continua a trattare per il nome del candidato unitario del Lazio: tra i nomi disponibili quelli di Fabio Rampelli e di Maurizio Gasparri. “La sintesi non si è ancora trovata – spiega Giorgia Meloni – proprio perché stiamo lavorando con la stella polare dell’unità, abbiamo evitato di andare in ordine sparso, abbiamo molte proposte, e ciascuno ovviamente ha la sua”. “Noi -ha aggiunto- abbiamo messo sul campo il nostro capogruppo, Fabio Rampelli: una persona di assoluta capacità, molto conosciuto e popolare nel Lazio, ma insomma abbiamo anche detto che siamo disposti a fare un passo indietro se poi ci dovesse essere maggiore convenienza su un altro candidato”. “È importante, anche perdendo un giorno di più, due giorni di più -ha proseguito- che alla fine si esca con un candidato unico perché il Lazio è una regione per noi importantissima e una regione nella quale si può vincere. Stesso discorso vale per il Friuli Venezia Giulia e per il Molise, altre due regioni per le quali dobbiamo ancora indicare il candidato presidente, ed è bene che si discutano tutte insieme”.