Perché i potenti ci trattano come un loro protettorato? Il governo reagisca

giovedì 11 gennaio 15:39 - DI Giancarlo Cremonini

L’ambasciatore degli Stati Uniti d’America a Roma Lewis Eisenberg ha rilanciato le preoccupazioni americane per eventuali interferenze russe nella prossima campagna elettorale italiana affermando, quasi che noi fossimo una repubblica delle banane o una provincia di Washington, che “lui lavorerà per rafforzare il nostro coordinamento con i partner italiani attraverso le agenzie pertinenti per rilevare e contrastare queste attività che puntano a minare i principi e le istituzioni democratiche”. Una vera e propria dichiarazione di intenti con cui gli Stati Uniti ci trattano da protettorato del terzo mondo incapace di difendersi da solo e che ha bisogno del paterno e benevole intervento, non richiesto, dello Zio Sam per salvarsi dalle brame aggressive del cattivo Orso russo. Orbene, una tale dichiarazione che, come minimo, è maleducata ed inopportuna, avrebbe causato una levata di scudi in paesi come la Francia, la Germania o l’Inghilterra, dove la dignità nazionale grazie a Dio è ancora tenuta in grande considerazione. Da noi, invece, silenzio di tomba. Né il governo né i politici, almeno fino a ora, hanno ritenuto di rispondere all’ambasciatore Eisenberg ricordando, ad esempio, che l’Italia è un paese di millenaria cultura e civiltà, che ha inventato la codificazione e la civiltà giuridica e che non ha certo bisogno di prendere lezioni di bon ton o di essere difeso e tutelato da una nazione che, fino a prova contraria, ha abolito la schiavitù nel 1860 e la segregazione razziale nel 1963. Ma la cosa veramente comica ed allo stesso tempo sconcertante è che questi “warnings” arrivano da un Paese, gli Stati Uniti d’America, che si sono sempre pesantemente ingeriti negli affari interni italiani condizionandone negli anni le scelte politiche interne ed internazionali. Senza andare a rivangare gli anni della guerra fredda quando il dominio nord americano sulla politica interna italiana era pressoché assoluto, basterà ricordare le pesantissime interferenze del presidente Obama e dell’ambasciatore Usa “pro tempore” nel recente referendum istituzionale svoltosi poco più di un anno orsono. Entrambi, infatti, appoggiarono a spada tratta e senza mezzi termini Matteo Renzi invitando gli italiani a votare per il SI. Stessa cosa,a dire il vero, è avvenuta per il referendum sulla Brexit quando Obama invitò il popolo inglese a votare NO minacciando drammi, catastrofi e disastri, mai avvenuti, in caso di vittoria per il SI. E che dire delle passerelle Hollywodiane e degli endorsment smaccati a Matteo Renzi alla Casa Bianca? Non erano quelle interferenze, seppur subliminali, nella vita politica italiana ? Ed, infine, che dire di quello che avvenne a Sigonella ? Non fu quella una pesantissima interferenza nella vita politica italiana ed una palese violazione della sovranità nazionale. In conclusione non ci può esimere dal dire che la dichiarazione dell’ambasciatore Eisenberg appare alquanto inopportuna oltre che obiettivamente esagerata. Il popolo italiano non ha bisogno di consigli e protezione da parte di nessuno quando si tratta di votare. Noi siamo maturi e coscienti e votiamo o non votiamo un determinato partito o una determinata coalizione non perché ce lo dice Vladimir Putin o l’ambasciatore Usa ma perché, dopo sei anni di commissariamento della democrazia e di disastro socio-economico nazionale ci siamo fatti una idea precisa di quello che deve essere il futuro del nostro Paese. Inoltre le nostre forze di polizia e di intelligence sono perfettamente in grado di garantire il corretto svolgimento delle elezioni senza bisogno di aiuti esterni. Da cittadino italiano, a dire il vero, sarei molto più felice se qualcuno si occupasse seriamente di indagare sulle pesanti e devastanti interferenze delle Agenzie di rating nella vita economica dell’Italia, che nel 2011 hanno portato al quasi default del nostro paese, che non di quelle della Russia.

Commenti

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  • eracristiana@libero.it 16 gennaio 2018

    Parole sante!

  • depalma.aurora@libero.it 15 gennaio 2018

    Nn sempre le persone che appaiono dolci e serene lo sono. Bisogna sempre avere l attenzione almassimo livello, perche’ sono proprio queste che riescono ad avere piu’ attenzione da tutti, ma sono anche quelle che portano piu’ distruzione. A mio modesto parere Trump e’ un cagnolino rispetto ad Obama che con il suo sorriso disintegra anche l acciaio

  • Francesco Ciccarelli 12 gennaio 2018

    Servirebbero personaggi della levatura di Enrico Mattei, artefice dello sviluppo economico italiano e – indirettamente – della politica estera autonoma. Oggi i diplomatici di Mosca sono accusati di ingerenze soltanto per incontri informali e messaggi (usanze comuni a tutti). I finanziamenti ai movimenti di protesta nell’Est – tramite associazioni culturali indipendenti solo sulla carta – sono assai peggio!