“Per un mondo più pulito torna in vita zio Benito”. Manifesti a Rimini, è bufera

“Per un mondo più pulito torna in via zio Benito”: decine di manifesti con uno slogan che inneggia al “ritorno” di Benito Mussolini, nei giorni in cui nelle sale cinematografiche è uscito il film “Sono tornato” di Luca Miniero, dedicato a una fantasiosa ricomparsa del Duce in una società profondamente cambiata, sono apparsi nella notte nel centro storico di Rimini e in strade adiacenti. Una goliardata o l’iniziativa di nostalgici del Ventennio, pronti a sfidare i dettami della legge Fiano (non ancora approvata) voluta dal Pd?

Per il momento si sa solo che il sindaco di Romini,  Andrea Gnassi, non ha gradito: «Al di là che l’apologia di fascismo è ancora un reato punito dalla legge e una violazione della Costituzione e considerato che Rimini è Medaglia d’Oro per la Resistenza, questi  gesti sono un’offesa prima di tutto per la città e per la comunità riminese. Viene da dire che la mamma dei cretini è sempre incinta oppure, parafrasando la rima baciata dei fascisti autori del manifesto: per un mondo più pulito, il fascista col carcere va punito».

Ed eccolo, puntuale, il richiama alla legge Fiano, alla galera, che dimostra come anche in questo caso il semplice utilizzo di un vecchio slogan fascista in rima baciata allarmi la sinistra al punto da costringerla a minacciare dure azioni di repressione. Nel 2018, con le elezioni alle porte. Invece di sorriderci su.