Paradossi italiani, capotreno fa scendere nigeriano senza biglietto: condannato

giovedì 18 gennaio 10:37 - di Martino Della Costa

Un paradosso tutto italiano. L’ennesimo. E, purtroppo ne siamo certi, non sarà neppure l’ultimo. L’episodio a cui facciamo riferimento – e riportato con dovizia di particolare dal sito online del Messaggero in queste ore –  risale al 12 novembre 2014, ma il suo desolante epilogo è notizia di poco fa. Alludiamo alla decisione della magistratura di condannare per violenza privata (ma i suoi guai non si fermano lì, avendo ora l’indagato anche problemi in materia di abuso d’ufficio), il capotreno di Treviso, ma residente nel Padovano, che a Belluno fece scendere dal convoglio un passeggero nigeriano che non aveva esibito il titolo di viaggio necessario per la corsa.

Capotreno becca nigeriano senza biglietto

Va detto, per completezza dell’informazione, che – come riporta il quotidiano capitolino – «il cittadino nigeriano Anyanwu Festus Amaechi, che all’epoca era residente a Cadoneghe (Padova), ma che ora non vive più in Italia, perché è stato espulso», non dimostrò da parte sua disponibilità al chiarimento quando, dopo la segnalazione rivolta al capotreno da un collega secondo cui il passeggero straniero a bordo viaggiava sprovvisto di biglietto, alla richiesta di esibire il titolo di viaggio l’immigrato ha risposto chiedendo tempo con un cenno: era al telefono e non poteva interrompere la conversazione… Di lì a breve, e non prima di aver rivolto ad Amaechi l’ennesima richiesta di controllo del biglietto e della sua regolare vidimazione, l’uomo è costretto ad arrendersi all’evidenza e, come il regolamento prevede, viene fatto scendere dal convoglio una volta arrivati alla successiva stazione di transito.

Controlli e norme, ma i conti col verdetto non tornano

Ma qui la situazione si complica: quando il treno è finalmente fermo sui binari, infatti, il passeggero “abusivo” viene fatto scendere e il capotreno accelera la pratica prendendo le borse e gli effetti dell’uomo e appoggiandole sul binario, finendo così « nei guai per violenza privata». Non solo: la matassa si ingarbuglia ulteriormente quando il passeggero nigeriano estrae da una tasca – come da un cilindro, quando ormai nessuno se lo aspetta più – un biglietto validato alle 20.10. Peccato, però, che il treno abbia iniziato la sua corsa alle 20.06 e che, se la matematica non è un’opinione, i conti non tornino: né quelli degli orari e del biglietto “regolarmente” vidimato, né quello di un verdetto che, ancora una volta, penalizza il soggetto sbagliato…

 

 

Commenti

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  • Giovanna De Canio 19 gennaio 2018

    Ad un viaggiatore senza biglietto, italiano d.o.c. , avrebbero fatto pagare anche la multa: questo sì che è RAZZISMO…

  • ROBERTO 19 gennaio 2018

    Di questa magistratura sorda, cieca, illogica, superficiale, contraddittoria, intoccabile, onnipotente e partitica non se no può più, occorre un meccanismo collegiale misto di controllo del tribunale locale e di ciascuna Corte d’Appello che su segnalazione possa disporre la revoca di simili sentenze, la responsabilità del magistrato e la segnalazione al CSM per i casi più eclatanti.

  • Alberto 19 gennaio 2018

    Sovversivi!!!! Dovete rimanere zitti e proni davanti a Sua Maestà “la magistratura”.

  • ACHILLE 19 gennaio 2018

    MA SOPRATUTTO CHE E’ IL MAGISTRATO SONISTROIDE CHE HA EMANATO LA SENTENZA PUBBLICHIAMO E SPUTTANIAMO

  • Carlo 19 gennaio 2018

    Se il biglietto è stato validato alle ore 20,10, e il treno è partito alle ore 20,06, è evidente il tentativo (riuscito!!!) di imbrogliare le carte. Il giudice dove aveva gli occhi?
    Non esiste il reato di temerarietà a carico del patrocinante?

    • ora335 19 gennaio 2018

      è ora di dare una inquadrata ai giudici, situazioni similari succedono troppe volte con il beneplacito del giudice.

  • Erminia Fusi Benini 19 gennaio 2018

    Anzitutto che cosa ci faceva in Italia un Nigeriano “espulso”? il mio plauso al capotreno e un richiamo al Giudice che ha emesso quella sentenza!!!

  • Gabriele 19 gennaio 2018

    Buongiorno, vorrei segnalare l’articolo presente a questo link:
    http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/Veneto/fa-scendere-nigeriano-senza-biglietto-il-giudice-condanna-il-capotreno?utm_source=Virtual+Newsletter&utm_campaign=6d3e95f378-EMAIL_CAMPAIGN_2018_01_18&utm_medium=email&utm_term=0_d9dc9cb19f-6d3e95f378-236952337
    nel quale oltre a quanto riportato in questa pagina, viene riferito che il capotreno in questione venne malmenato e insultato dal nigeriano.

  • Pier Giorgio Puppini 19 gennaio 2018

    Nessun commento perchè è così che si vuole dove si…. E’ meglio viaggiare sempre senza biglietto e se ti fanno scendere denunciare il fatto.Così si avrà diritto anche a un rimborso per danni morali o altro.

  • Ben Frank 19 gennaio 2018

    A parte il fatto, che si processa una persona senza che la controparte sia presente… Ho tanta nostalgia del generale Rodolfo Graziani, sei mesi con lui al ministero degli interni e non avremmo più üproblemi con i “boweri brofugo di afriga”…

    • gisella 19 gennaio 2018

      ma come mai il capotreno non ha steso il tappeto rosso ?

  • CLAUDIO 19 gennaio 2018

    Come al solito la Giustizia Italiana si mette sempre in evidenza, penalizzando chi ha saputo fare con diligenza e permettetemi Coraggio il proprio dovere esponendosi a rischi che tutti conosciamo guardando le cronache di tutti i giorni…Avanti cosi Viva L’ITALIA!!!

  • Francesco Ciccarelli 19 gennaio 2018

    C’è stato un processo? Da chi è stato patrocinato l’africano?