Papa Francesco: «Il Sessantotto fu una colonizzazione ideologica»

Duro colpo per i “sessantottini” in servizio permanente effettivo, sempre pronti a rimpiangere le magnifiche sorti e progressive del movimento che compie 50 anni proprio quest’anno. Papa Bergoglio boccia sonoramente il Sessantotto, con parole dure, decise, che non possiamo non condividere e che assestano un duro colpo alla retorica progressista. Papa Francesco dà una lettura decisamente negativa di quell’ondata rivoluzionaria e lo fa nel discorso di auguri di inizio anno, davanti agli ambasciatori degli oltre duecento Paesi accreditati. Il Papa ha messo in risalto che da allora le colonizzazioni ideologiche hanno ostacolato i diritti fondamentali. Le ricadute soprattutto sulla difesa della vita umana e della famiglia sono state evidenti, ragiona il Papa. Nella cultura di oggi «l’interpretazione di alcuni diritti è andata progressivamente modificandosi, così da includere una molteplicità di “nuovi diritti”, non di rado in contrapposizione tra loro. E ciò non ha sempre favorito la promozione di rapporti amichevoli tra le Nazioni» ha affermato Papa Francesco rilevando che anche a causa dei sommovimenti del ’68 «si sono affermate nozioni controverse dei diritti umani che contrastano con la cultura di molti Paesi, i quali non si sentono perciò  rispettati nelle proprie tradizioni socio-culturali, ma piuttosto trascurati di fronte alle necessità reali che devono affrontare».

Il Papa: «I nuovi diritti» hanno stravolto i valori

Il Papa ha fatto esplicito riferimento alla legalizzazione di pratiche abortive, di una ricerca scientifica che non ha alcun limite etico. «Vi può essere quindi il rischio per certi versi paradossale che, in nome degli stessi diritti umani, si vengano ad instaurare moderne forme di colonizzazione ideologica dei più forti e dei più ricchi a danno dei più poveri e dei più deboli. Duole rilevare come molti diritti fondamentali siano ancor oggi violati. «Primo fra tutti quello alla vita, alla libertà e alla inviolabilità di ogni persona umana. Non sono solo la guerra o la violenza che li ledono – ha denunciato Papa Francesco – Nel nostro tempo ci sono forme più sottili: penso anzitutto ai bambini innocenti, scartati ancor prima di nascere; non voluti talvolta solo perché malati o malformati o per l’egoismo degli adulti. Penso agli anziani, anch’essi tante volte scartati, soprattutto se malati, perché ritenuti un peso. Penso alle donne, che spesso subiscono violenze e sopraffazioni anche in seno alle proprie famiglie. Penso poi a quanti sono vittime della tratta delle persone che viola la proibizione di ogni forma di schiavitù».

«Difendere il diritto alla vita»

«Quante persone, specialmente in fuga dalla povertà e dalla guerra, sono fatte oggetto di tale mercimonio perpetrato da soggetti senza scrupoli?», si  è domandato il Papa ricordando che «difendere il diritto alla vita e all’integrità» fisica, significa poi tutelare il diritto alla salute della persona e dei suoi familiari». Secondo Papa Francesco, «oggi tale diritto ha assunto implicazioni che superano gli intendimenti originari della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la quale mirava ad affermare il diritto di ciascuno ad avere le cure mediche e i servizi sociali necessari».