Ormai il Pd fa campagna solo col fascismo, anche Di Maio diventa “nostalgico”

La miccia l’ha accesa Matteo Salvini. Anzi, Mattarella. Commentando il discorso del presidente della Repubblica sul fascismo, il leader della Lega ha detto: “Che nel periodo del fascismo Mussolini abbia costruito tante cose, che sia stato introdotto il sistema delle pensioni è un’evidenza”, ha detto Salvini, a Circo Massimo su Radio Capital, contraddicendo così la posizione del capo dello Stato secondo cui fu, invece, “un regime senza meriti, una macchia indelebile e infamante” per tutto il Paese. Ma ciò che ha fatto arrabbiare il PD, che ormai non fa campagna elettorale sui programmi ma solo sull’antifascismo, è stato il candidato grillino Luigi Di Maio: “Io in questa roba non ci voglio proprio entrare”: così infatti il candidato premier per i 5 Stelle, Luigi Di Maio, a chi gli chiede un commento sulle recenti affermazioni del leader della Lega Nord. Ed ecco che si scatena l’ira del Pd:  “Di Maio non vuol commentare Salvini? Quindi ne condivide le tesi fasciste. Come al solito pensa di nascondersi dietro il non detto. Di fatto, Di Maio iscrive il M5S tra le forze politiche che giustificano le leggi razziali. Non condannare, non prendere posizione vuol dire avallare. Di Maio è indegno del suo ruolo istituzionale”. Lo dichiara in una nota il senatore del Pd Stefano Esposito.  “Stefano Esposito del Pd si deve solo vergognare. Fa campagna elettorale sulle tragedie del Novecento e questo mi fa orrore. Le leggi razziali sono state aberranti ed Esposito usa questo tema con disinvoltura per attaccare un avversario politico alla vigilia della Giornata della Memoria. Non ci sono parole”. Lo scrive su Fb il candidato premier del M5S Luigi Di Maio, replicando al senatore dem Esposito. Anche Alessandra Mussolini, come racconta Libero, ha commentato la vicenda su La7, ha dichiarato: “Persino Paolo Mieli ha parlato delle cose buone del fascismo, negare in toto è mancanza di coraggio, vuol dire non essere forti”. Davanti a Myrta Merlino, Alessandra Mussolini ha attaccato il presidente della Repubblica: “Negare vuol dire che la democrazia non è salda. È un atto di vigliaccheria”