Ormai è chiaro: Maria Elena Boschi vuol diventare la Marianna d’Italia

Maria Elena Boschi s’appresta a diventare la Marianna nostra. Fatto che farà vibrare d’invidia Macron e tutti i nostri presuntuosi cugini d’Oltralpe. Sarà lei il simbolo. Lei l’emblema. Lei la moderna immagine turrita dell’Italia. La personificazione nazionale ha sempre avuto l’aspetto di una giovane donna col capo cinto da corona. Cosicché adesso di aspetto avrà il suo. Che comunque è desiderio e non dispetto. Voglia pura che ne ha moltiplicato la candidatura. Perché a voler essere di tutti non ci si può negare a nessuno. Cominciate ad immaginarla, perciò la Maria Elena. Non più nei suoi – seppur elegantissimi – tailleur borghesi, ma fasciata unicamente dal tricolore. E pensatela pure in posa algida, con quello sguardo sempre così intenso e mai come adesso rivolto al futuro. Sognatela, financo, con le ali dorate che fanno capolino da quelle sue candide spalle. E raffiguratela persino con l’indice della mano destra intento ad attrarre l’attenzione dell’Altissimo. Non v’è dubbio: comunque la si guardi è lei, la Maria Elena, a incarnare il nuovo e più autentico simbolo patrio. Qualcosa di così tenacemente voluto che può spiegare anche l’eccesso, il record delle sei presenze sei. In alto i cuori:  come per quelle cartoline illustrate dei primi del secolo scorso, che tanti di noi hanno trovato ben custodite nei cassetti delle camere dei nostri nonni, così siamo ora tutti pronti a sospirare per questa nuova e più moderna figura che ci rappresenterà. Per questo e solo per questo Maria Elena è stata candidata ovunque. Per essere richiamo unitario e patriottico: da Bolzano a Trapani il suo sorriso è già stampato. E, infatti, gli elettori fremono. Altroché se fremono. Di rabbia.