Omicidio Noemi, la svolta: indagato anche il meccanico Fausto Nicoli

La Procura della Repubblica di Lecce ha iscritto nel registro degli indagati un meccanico di 49 anni, Fausto Nicolì, di Patù, nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia, scomparsa il 3 settembre scorso e ritrovata senza vita nelle campagne di Castrignano del Capo 10 giorni dopo. Lo conferma il difensore di Nicolì, l’avvocato Luca Puce. Ad accusarlo il fidanzato di Noemi, L.M., di Montesardo, frazione di Alessano, all’epoca dei fatti 17enne, ora maggiorenne, detenuto in un penitenziario in Sardegna, che prima si è autoaccusato del delitto facendo ritrovare il corpo della giovane fidanzata in un uliveto ma adesso, in una lettera agli inquirenti, avrebbe accusato Nicolì dell’omicidio. Quest’ultimo conosceva la vittima e lo stesso giovane. A carico di Nicolì i carabinieri, delegati dal sostituto procuratore della Repubblica, hanno effettuato una perquisizione durante la quale sono stati prelevati soprattutto supporti informatici, secondo quanto riferisce l’avvocato.

Peraltro lo stesso Nicolì, a fine settembre, aveva denunciato per calunnia il giovane poiché in un interrogatorio lo aveva accusato di aver cercato di spingere la vittima ad uccidere i genitori del ragazzo. E anche questi ultimi avevano riportato questa accusa in alcune interviste. «E’ un atto dovuto – spiega l’avvocato Puce in relazione all’iscrizione nel registro degli indagati – durante la perquisizioni non è stato trovato nulla di rilevante. Il mio assistito si è liberato, ora è più tranquillo e sollevato, come lo sono io. Ma è anche indignato per questa accusa infondata. C’è stata già una confessione piena e una perizia», ricorda a proposito del 18enne detenuto.

Il legale conferma che Nicolì verrà interrogato dagli inquirenti il prossimo 29 gennaio. L’avvocato, inoltre, annuncia che presenterà una istanza nella quale chiederà che vengano riunificate davanti alla Procura ordinaria la denuncia relativa a queste nuove accuse per le quali Nicolì si sente calunniato con la prima denuncia-querela contro il 17enne reo confesso presentata davanti alla Procura dei Minorenni.