Non solo Napoli, prima lo insultano, poi gli sparano: baby gang in azione a Ostia

Non solo Napoli: anche Ostia, tornata di recente alla ribalta per storie di criminalità e violenza, ha registrato il suo episodio di ferocia giovanile espressa a chiare lettere da una baby gang in spedizione punitiva contro l’ennesima vittima: un giovane egiziano prima insultato e minacciato  al parco e poi, in un secondo momento, raggiunto da un proiettile esploso da una scacciacani da uno de componenti del branco. Ieri sul litorale laziale, come due giorni fa nel capoluogo partenopeo, come a Torino, Milano, Palermo, ovunque… Ovunque nel Belpaese, dove il drammatico fenomeno è in crescita esponenziale e denuncia picchi e recrudescenze ad ogni nuovo agguato criminale: e quel che più inquieta è che i ragazzini componenti del branco di volta in volta in azione, sono sempre più giovani, e sempre più accaniti.

Baby gang in azione a Ostia

Del resto, il terreno su cui l’aggressività giovanile attecchisce è un terreno minato, fortemente sfruttato e arido di risorse almeno quanto bisognoso di cure: e così, non stupisce che il bersaglio nel mirino del gruppetto di delinquenti in azione ieri in un parco pubblico di Ostia sia stato un giovane egiziano che, terrorizzato, ha chiamato il Nue per chiedere aiuto: gli avevano appena sparato addosso mentre in compagnia di un amico si trovava in un’area verde del litorale romano. Immediatamente le pattuglie della Polizia di Stato lo hanno raggiunto ed hanno appreso che, poco prima, una baby gang composta da 4 ragazzi, tra i 10 ed i 18 anni, aveva avvicinato lui ed il suo amico, insultandoli e minacciandoli, per poi allontanarsi. Passata circa una decina di minuti però, il gruppetto era tornato all’attacco ed uno di loro, pistola in pugno, aveva esploso tre colpi per poi darsi a precipitosa fuga insieme agli altri.

Sparano con una scacciacani contro un egiziano

Con le descrizioni fornite dalla vittima dei giovani del “branco”, gli agenti del commissariato di Ostia hanno riconosciuto un ragazzo, noto frequentatore del parco, ed hanno quindi contattato il padre. Quest’ultimo ha telefonato al figlio che, vistosi con le spalle al muro, è tornato sul luogo del reato dove, ad attenderlo insieme al genitore, c’erano i poliziotti di zona e quelli del Reparto Volanti. Accompagnati padre e figlio al commissariato, il ragazzo ha confessato di essere stato l’autore del gesto: la pistola, che risultata essere una scacciacani, è stata sequestrata mentre il minorenne è stato denunciato in stato di libertà per minacce aggravate e porto abusivo di oggetto atto ad offendere. Sono ancora in corso indagini per identificare gli altri appartenenti alla baby gang. gli ultimi epigoni di tanti, allarmanti e disarmanti predecessori…