Napoli, riecco la giustizia a orologeria: indagati tre esponenti di Forza Italia

Se ovunque il tempo è denaro, a Napoli è un fattore della lotta politica. Specie quando a scandirlo sono inchieste giudiziarie i cui esiti finali sono spesso inversamente proporzionali al clamore mediatico iniziale. E così succede che nel bel mezzo del can can per la presentazione dei candidati di liste e collegi arrivi a conclusione, con puntualità degna di un treno del vituperato Ventennio, un’indagine per voto di scambio riferita alle elezioni regionali del 2015 che, nell’ordine, coinvolge un deputato, Luigi Cesaro, suo figlio Armando capogruppo nel consiglio campano e Flora Beneduce, anche lei nel parlamentino regionale. Un trio di strettissima osservanza berlusconiana.

Si tratta dei Cesaro (padre e figlio) e di una consigliere regionale

A darne notizia, un articolato e risentito comunicato del Coordinamento regionale di Forza Italia che non manca polemicamente di evidenziare il «puntuale intervento giudiziario alla vigilia di consultazioni elettorali». «Non a caso – si legge ancora nella nota degli “azzurri” campani – l’attività investigativa protrattasi per circa 3 anni giunge puntualmente a conclusione in coincidenza della presentazione delle liste e dell’imminente campagna elettorale». Il coordinamento forzista giudica «assolutamente non idonei» le ipotesi di accusa formulate dalla procura partenopea «per natura, tenuità e soprattutto per come vengono descritti».

Ipotesi voto di scambio. Forza Italia all’attacco

È appena il caso di ricordare che in altre occasioni, con protagonisti di opposto colore politico, diversa è stata la tempistica. E Forza Italia campana non ha mancato di sottolinearlo: «Né – si legge ancora nella nota – ci meravigliamo più di fronte al doppiopesismo giudiziario che, nel caso di esponenti di sinistra, sorvola su alcune vicende che hanno avuto vastissima eco anche nazionale (incitazione pubblica al voto di scambio) e conclude con celerità encomiabile (qualche settimana!) procedimenti inerenti ipotesi accusatorie analoghe». Simile (purtroppo) a tante altre la conclusione cui perviene la nota del coordinamento campano: «Forza Italia non si lascerà in alcun modo intimidire da simili iniziative e lotterà per evitare che il libero consenso dei cittadini possa essere condizionato o inquinato da interferenze giustizialiste a difesa del principio costituzionale della sovranità popolare».