Mussolini e il fascismo non possono essere “sbianchettati” dalla storia

Dispiace che persino un uomo accorto e misurato come il presidente Mattarella si sia lasciato risucchiare dal rigurgito di quell’antifascismo alla Fiano che pretende di retrodatare i contesti storici nel puerile tentativo di guardare al passato con gli occhi del presente. Pretesa assurda, subito sfociata nella furia iconoclasta in danno di strade e monumenti. Un’isteria che è esplosa negli Stati Uniti a spese delle statue di Cristoforo Colombo e dei cimeli che ricordano i sudisti sconfitti nella guerra di secessione americana, ma che subito ha contagiato l’Italia scatenando la fantasia di amministratori, spesso incapaci, ma lesti ad utilizzare l’antifascismo come arma di distrazione di massa gettando in pasto a giornali compiacenti iniziative a dir poco prive di senso. Non per niente capofila della nuova tendenza è il simbolo stesso dell’inconsistenza amministrativa, cioè Virginia Raggi, la prima ad annunciare di voler sbianchettare la toponomastica della capitale cancellando da piazze e strade i nomi degli uomini legati al Ventennio. Un modo concreto, ha spiegato, per condannare ancora una volta, ad ottanta anni esatti dalla loro introduzione, le odiose e ignominiose leggi razziali. Sulla sua scia Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, altro fulgido esempio di chiacchiere mai seguite da fatti. Passa dunque dalle vie la via al nuovo antifascismo. Che si nutre ormai solo di pensiero unico. E debole. Vero, il fascismo ha introdotto in Italia le leggi razziali. Ma razzismo e antisemitismo non li ha inventati Mussolini (e neppure Hitler) tanto è vero che non sono scomparsi con lui. Significherà pure qualcosa che gli Usa hanno concesso il voto ai neri d’America solo negli anni ’60. E non gratis, ma solo al prezzo di una lotta costata ai discendenti degli schiavi decine e decine di morti. Erano fascisti anche quelli che il fascismo lo avevano combattuto solo pochi anni prima? Ridicolo. In realtà, la storia matura nel proprio tempo. Volerla resettare retrodatando la morale attuale è una pretesa isterica che finirebbe per privare il mondo di ogni testimonianza del passato. Perché la storia è e resta un infinito cimitero di errori e di crimini commessi spesso con le migliori intenzioni.