Morto a 91 anni Ingvar Kamprad, il geniale fondatore di Ikea, design semplice e democratico

A 17 anni è stato l’inventore del design democratico e funzionale, dalle linee rigorose e asciutte. Molta sostanza e poche chiacchiere. E, per tutta la vita, ha, testardamente, perseguito quest’idea contro quella logica elitaria e radical chic che vuole, invece, gli oggetti di design costosi, solo per pochi e, soprattutto, molto spesso inutili e poco o nulla funzionali. Ingvar Kamprad ha costruito un’impero sulla sua visione rivoluzionario. E oggi il suo impero, Ikea, lo saluta, per l’ultima volta, sul sito aziendale con parole asciutte e semplici, come era il suo stile minimalista e come, certamente, sarebbe piaciuto a lui: “il fondatore di IKEA e Ikano, e uno dei più grandi imprenditori del XX secolo, Ingvar Kamprad, è morto pacificamente, nella sua casa di Småland, in Svezia, il 27 gennaio. Circondato dai suoi cari, è deceduto all’età di 91 anni, dopo una breve malattia. Siamo profondamente rattristati dalla morte di Ingvar. Ricorderemo la sua dedizione e il suo impegno a stare sempre dalla parte delle molte persone. Per non mollare mai, prova sempre”.

Nonostante la posizione di vertiche tra gli uomini piu’ ricchi del pianeta, Ingvar Kamprad ha sempre condotto un’esistenza frugale.

Vestiva in maniera dimessa, guidava una Volvo vecchia di quindici anni e faceva la spesa al mercato di pomeriggio, quando in genere i prezzi sono più bassi del mattino e volava in ‘low cost’.

Ingvar Kamprad, che, attualmente viveva in Svizzera assieme alla moglie Margaretha, aveva fondato Ikea in Svezia, nel 1943, quando era ancora un ragazzo di 17 anni.

Scelse il nome di quello che sarebbe divenuto l’impero del mobile dal design scandinavo addizionando alle sue iniziali (IK) le prime lettere della fattoria di famiglia dove e’ cresciuto (Elmtaryd) e del paese natio (Agunnaryd).

Dopo aver fatto di Ikea un gigante mondiale del mobile bello, funzionale e componibile,  Ingvar Kamprad ha lasciato qualche anno fa, ai tre figli – Peter di 44 anni, Jonas di 41 e Matthias di 39 – il controllo della multinazionale in iperbolica espansione e si è ritirato in Svizzera dove ha comprato un modesto bungalow e lo ha arredato con le stesse cose a buon mercato in vendita nei suoi negozi e da lui stesso montate.

Aveva un patrimonio pari a circa 20 miliardi di euro ma si è sempre comportato in maniera molto umile. E un episodio, abbastanza recente e curioso, spiega meglio di mille parole il suo understatment.

Invitato a una serata di gala per ricevere un premio molto prestigioso come “businessman dell’anno” Ingvar Kamprad è stato bloccato all’ingresso dalla sicurezza che non lo ha riconosciuto e che lo ha visto arrivare in autobus lì davanti.

Usava molto spesso i mezzi pubblici, autobus e metropolitane, anche all’estero. Ed evitava rigorosamente di prendere taxi vantandosi di aver scaricato dopo molti anni il suo parrucchiere di fiducia quando ne ha trovato un altro che gli fa lo stesso servizio di barba e capelli ad un prezzo piu’ conveniente, circa 7,5 euro.

”Con i soldi – ci teneva a precisare Ingvar Kamprad – sto abbastanza attento. Sono una specie di scozzese di Svezia. D’altronde se incomincio a comprare beni di lusso spingo gli altri a imitarmi ed è importante che i leader diano il buon esempio”.

In coerenza con questa filosofia francescana, Ingvar Kamprad stava prudentemente alla larga dai ristoranti piu’ costosi e ha dato una luminosissima prova della sua eccezionale frugalità quando la sua cittadina natale gli ha eretto una statua: ha tagliato il nastro inaugurale come si fa in queste occasione. E, poi m, l’ha ripiegato con cura e consegnato al sindaco. ”Puo’ essere ancora usato”, gli ha sussurrato.