Mini-rimpasto del governo varato dalla May: Johnson resta al suo posto

Il rimpasto di governo varato ieri da Theresa May lascia al loro posto il ministro degli Esteri Boris Johnson e il ministro per la Brexit David Davis, come ha confermato Downing Street, due fra le figure più controverse del suo esecutivo che non hanno esitato in diverse occasioni ad assumere posizioni diverse da quelle della premier. Rimangono al loro posto, sempre secondo i tweet dell’ufficio della premier, anche la ministra degli Interni Amber Rudd e il cancelliere dello scacchiere Philip Hammond. Patrick McLoughlin, capro espiatorio per il risultato elettorale deludente dello scorso giugno, lascia la carica di presidente del partito conservatore. Al suo posto, è stato nominato Brandon Lewis, ministro per l’Immigrazione, dopo che il partito aveva twittato, e subito cancellato, della nomina del ministro dei trasporti Chris Grayling. I cambiamenti annunciati seguono le dimissioni dal governo di Damian Green, nel cui computer alla Camera dei comuni sono state trovate immagini pornografiche e quelle del segretario per l’Irlanda James Brokenshire, ufficialmente per problemi di salute. Jeremy Hunt, indicato fino all’ultimo come nuovo ministro degli Affari, l’energia e la strategia industriale, è invece il nuovo ministro per la Sanità e la protezione sociale. Il ministro per gli affari in carica Gregg Clark rimane saldamente al suo posto. Sajid Javid è il nuovo ministro per le Abitazioni, le comunità e i governi locali.