Meningite, in Campania 3 morti in un mese. Ma per i sanitari non c’è allarme

Sei casi di meningite con tre morti in meno di un mese. È successo in Campania dall’inizio del 2018, ma secondo le autorità sanitarie non vi sarebbe «motivo di particolare allarme».

La meningite in Campania dovuta a ceppi diversi

«Occorre un attento monitoraggio, ma bisogna dire che si tratta di ceppi di meningococco diversi (in 2 casi C, in 1 B, in 2 Y e in 1 W), che l’inverno è la stagione peggiore e che nel 2014 in Campania si erano registrati numeri simili. Dunque non c’è motivo di particolare allarme, ma esiste un problema reale che va attentamente monitorato», ha detto il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Gianni Rezza, sottolineando che «purtroppo non ci sono ancora coperture vaccinali adeguate».

L’importanza della vaccinazione

Quello della Campania, inoltre, secondo Rezza, è un caso ben diverso rispetto alla Toscana, dove qualche anno fa fu intercettato «un aumento significativo di casi, soprattutto da meningococco C, concentrati in un’area particolare». «Solo una massiccia campagna di vaccinazione ha consentito di controllare la situazione. Questo per dire – ha commentato Rezza – che il fenomeno in Campania non va ignorato, ma la concentrazione nell’arco di pochi giorni sembra dovuta al caso». «È importante identificare e trattare tempestivamente i pazienti, inoltre riemerge l’importanza della vaccinazione: non ci sono coperture adeguate. Considerata poi la variabilità dei ceppi coinvolti, che evidentemente stanno circolando – ha concluso l’esperto – è importante fare il richiamo per gli adolescenti usando il vaccino quadrivalente, che protegge contro il meningococco A,C,Y e W».