Meloni lancia il patto anti-inciucio: «Grande manifestazione a febbraio»

Un patto con gli elettori del centrodestra. «Nella mia intervista al Quotidiano Nazionale ho parlato della proposta che ho fatto agli altri leader del centrodestra e che è stata accettata: far firmare a tutti i nostri candidati, nel corso di una grande manifestazione che si terrà i primi di febbraio, una dichiarazione in cui si impegnano a rispettare il vincolo con gli elettori che li hanno votati». Giorgia Meloni dal suo profilo Fb  ancia una grande manifestazione per le prossime settimane. «Un patto con gli italiani, anti-inciucio, per il quale non serve un notaio. Un vincolo che io sono sicura di rispettare, cosí come i miei parlamentari: Fratelli d’Italia infatti è l’unico partito in questa legislatura che non si è seduto a trattare con Renzi». Una dichiarazione di intenti limpida, lineare, che gli elettori stanno già apprezzando sui social. Ecco alcuni passi dell’intervista di Giorgia Meloni al QN:

Giorgia Meloni: «Sigleremo il patto davanti alle telecamere»

 «Sicuramente è un impegno morale» – sostiene la Meloni, rispondendo alle domande.  «Però non è una questione da risolvere con il notaio: è un fatto tra noi e gli italiani. Ciascuno si prende la responsabilità di assumere quell’impegno e, eventualmente, tradirlo. Ma di tradimento comunque si tratta: per questo l’impegno sarà preso davanti alle telecamere in una grande manifestazione ai primi di febbraio, quando cioè saranno chiuse le liste. A me interessa che tutte le persone che candidiamo guardino in faccia il popolo italiano e dicano: io solennemente dichiaro di prendermi questo impegno. Un vincolo che io sono sicura di rispettare, come i miei parlamentari. Fd’I è l’unico partito in questa legislatura che non si è seduto a trattare con Renzi».

Mettiamo che il centrodestra vinca ma non abbia la maggioranza per governare, le chiedono nell’intervista: “in base al patto, deciderete insieme se allearvi con qualcuno?” «Certo – risponde Giorgia Meloni –  Non è comunque questione di alleanze. Se non ci fosse la maggioranza si può ragionare con le singole persone non con i partiti per vedere se qualcuno può dare l’appoggio esterno e valutarti sui singoli provvedimenti».

Il modello dei cinquestelle è il modello della dittatura

Secca la risposta della Meloni quando le si fa notare che  anche i cinquestelle avevano parlato di un patto anti-trasformismo. «Io sul modello dei cinquestelle, che è il modello della dittatura, non scendo. A loro serve multare la gente perché cambiano idea continuamente e hanno bisogno di persone che si adeguano, per timore di perdere soldi. L’unica cosa seria che si può fare, e noi ci batteremo per farlo, in caso di vittoria, è l’introduzione del vincolo di mandato in Costituzione». Questa la proposta delineata dalla Meloni «Tu hai legittimamente la possibilità di cambiare casacca, cioè di scegliere di aderire a un altro partito ma in quel caso decadi e ti fai rivotare dal partito nuovo. Altra cosa concreta che si può fare è modificare i regolamenti parlamentari per impedire che si costituiscano gruppi che non nascono da partiti che si sono presentati alle elezioni».