Meloni, il nostro piano sui migranti: abbattere le baraccopoli e rimpatriare gli irregolari

Rimpatriare obbligatoriamente gli immigrati irregolari e smantellare le baraccopoli che spuntano come funghi nelle nostre città assediate: un progetto chiaro, quello annunciato dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, mirato a risanare l’emergenza migranti incistata nel Belpaese da flussi ininterrotti di sbarchi, affossata dalle norme sull’immigrazione varate dall’Unione Europea, con il ruolo penalizzante svolto dalle Ong e addossato quasi in esclusiva sulle nostre spalle, e afflitta da una gestione della redistribuzione successiva agli arrivi e per l’accoglienza al collasso da troppo. Una crisi endemizzata ormai da troppo di cui la Meloni ha tratteggiato contorni e responsabilità che vanno ben oltre il problema migratorio: «Al grande capitale servono gli schiavi, per abbassare i diritti dei lavoratori che hanno certe garanzie», ha sottolineato non a caso la numero uno di FdI, enucleando subito dopo le linee programmatiche che il suo partito metterà in atto in caso di affermazione elettorale.

Il piano migranti annunciato da Giorgia Meloni

«Se andiamo al governo, nel programma di FdI c’è l’obbligo di rimpatrio obbligatorio per gli irregolari che con noi al governo non entreranno più. Così le tendopoli e le baraccopoli, dove alloggiano questi disperati, le smantelleremo tutte», ha ribadito in queste ore la presidente e candidata premier di FdI, Giorgia Meloni, ospite a Mattino 5 su Canale 5. «Tutti questi spazi franchi, dove la legge non entra, e che tutte le amministrazioni sanno dove sono e conoscono, noi li sbaraccheremo e manderemo via, anche per il loro bene, tutti quelli che non hanno diritto di restare in Italia», ha concluso la Meloni. Nel frattempo, però, navi cariche di migranti e profughi continuano ad attraccare alle banchine dei nostri porti. E allora, è attesa oggi al porto di Trapani la nave con a bordo 303 migranti soccorsi nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. Solo ieri, e sempre in Sicilia, sono sbarcate poi oltre quattrocento persone.

Ma intanto sbarchi e macchina dell’accoglienza…

E ancora: sabato la nave Aquarius, noleggiata da Sos Mediterranee e gestita in partenariato con Medici Senza Frontiere (MSF), ha dovuto affrontare «una delle peggiori giornate dall’inizio della sua missione nel Mediterraneo Centrale nel febbraio 2016», come dicono i soccorritori. «Dopo essere stata all’alba testimone diretta e impotente della intercettazione di un gommone in difficoltà da parte della Guardia costiera libica in acque internazionali, la nave Aquarius è stata mobilitata per il soccorso di un altro gommone che era in procinto di affondare nelle acque internazionali al largo della Libia. Bilancio: 98 persone salvate, due donne decedute, numerosi dispersi; fra i sopravvissuti, 15 pazienti evacuati d’urgenza in elicottero tra cui sei bambini con acqua nei polmoni». Un’emergenza continua a cui bisogna dare risposte risolutive: una volta per tutte.