Meloni: al primo posto del programma il piano di sostegno alla natalità

lunedì 22 gennaio 19:12 - di Mariano Folgori

Allarme culle vuote. Giorgia Meloni insiste. In barba alle polemiche sulla propaganda elettorale a difesa della famiglia, la leader di Fratelli d’Italia torna a illustrare il massiccio piano di sostegno alla natalità, che costituisce uno dei capisaldi del programma del centrodestra. Una ricetta per evitare il corto circuito demografico che Fratelli d’Italia mette in cima alle priorità. «Il punto del programma del centrodestra che sicuramente mi rappresenta di più è l’imponente piano di sostegno alla natalità mao fatto in Italia voluto da Fratelli d’Italia», ha detto la Meloni dai microfoni di Radiouno Rai.

Meloni: al primo posto gli incentivi alla natalità

«Se non invertiamo i dati sulla demografia la nostra nazione è destinata a scomparire. Se in Italia non torniamo a fare figli – ha aggiunto la leader di Fratelli d’Italia – non può reggere il sistema di protezione sociale, non può reggere il sistema pensionistico, non può reggere il sistema sanitario: abbiamo una società che sta invecchiando in maniera estremamente veloce e questo significa che avremo sempre molte più persone da mantenere di quante lavorino per mantenerle». La soluzione  c’è ma è necessaria una volontà politica in questa direzione: Fratelli d’Italia, infatti, ha proposto e ottenuto che nel programma di coalizione del centrodestra sia previsto il più grande piano a sostegno della natalità che l’Italia abbia mai avuto. «La soluzione – spiega – è incentivare le famiglie a fare i figli, aiutare le giovani coppie a essere stabili, fare in modo che i servizi possano funzionare, che ci siano asili nido gratuiti per tutti, che le donne non debbano scegliere tra il mettere al mondo un bambino e un posto di lavoro, che le aziende non debbano discriminare o si trovino sempre a dover preferire un uomo ad una donna in età fertile perché non conviene assumerla. Fratelli d’Italia ha chiesto alla coalizione di scrivere nero su bianco il Piano di incentivo alla natalità e abbiamo pronto un pacchetto di proposte importanti e precise che metteremo in atto una volta al governo». Tra queste: asili nido gratuiti per tutti, reddito bimbo, congedo di maternità e parentale fino all’80% e fino ai sei anni del bambino, progressiva eliminazione dell’IVA sui prodotti dell’infanzia come i pannolini e latte in polvere. «Incentivare la natalità e tutelare la famiglia è la nostra priorità. E siamo felici – ha aggiunto – che importanti quotidiani e media abbiano finalmente, grazie a noi, iniziato a porre l’attenzione su questo tema anche attraverso loro proposte molto ispirate al nostro programma».

Commenti

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  • Francesco Desalvo 23 gennaio 2018

    Commento politicamente scorretto: la proposta: “”che le donne non debbano scegliere tra il mettere al mondo un bambino e un posto di lavoro” non risolve il problema della natalità perché per invertirlo di figli ne occorrono (in media!) 2,2 per coprire le donne che non desiderano figli. E due figli (o in qualche caso tre) sono veramente pesanti in contemporanea con un lavoro di 8 ore al giorno.
    Modifica politicamente scorretta “”che le donne abbiano la libertà e possibilità economica reale di scegliere tra il mettere al mondo 2(due) bambini ed il posto di lavoro. Mille euro al mese (e non 400) per bambino e 500 per il terzo, ovviamente fino a 18 anni.
    Copertura economica garantita dalla corrispondente diminuzione della disoccupazione con annullamento dei conseguenti oneri successivi di cassa integrazione, mobilità, sussidio di disoccupazione, futura indennità di dignità ed oneri correlati e successivi.
    Chiedo scusa personale anticipatamente: augurio all’on Meloni di arrivare a quota 2 dando così il buon esempio di contrastare la denatalità.

  • Giorgio Rapanelli 23 gennaio 2018

    Mentre la Sinistra e il PD e 5Stelle sono materialisti e atei, quindi sono agli ordini delle logge angloamericane e seguono la politica ormai imperante LGBT e distruttrice della nostra identità e civiltà per la nuova razza meticcia “afro euroasiatica”, secondo il Piano Kalergi del 1925 per ripopolare gli Stati Uniti d’Europa, perseguibile con l’immigrazione progressiva di musulmani e africani, il centro destra dovrebbe garantire il rispetto di quelli che vengono definiti i principi non negoziabili della Chiesa Cattolica, ormai neanche più rispettati dal clero Alto e Basso. Cerchiamo di restare uniti, altrimenti saremo distrutti.

  • paolo mario Pieraccini 23 gennaio 2018

    Brava Meloni!! Sono d’accordo sul piano di sostegno alla natività, che dovrebbe essere un programma assolutamente prioritario, ma ho l’impressione che le varie lobbies che ci stanno distruggendo abbiano ben altri obiettivi, che stanno portando avanti ormai da anni, secondo un preciso criminale disegno studiato a tavolino.D’accordo, bisogna lottare con tutte le nostre forze, gridare alto e forte il nostro sdegno e la nostra rabbia contro questo corrotto governo di grassatori.
    La lotta purtroppo è assolutamente impari, a meno che non avvenga un miracolo.Spes ultima dea.

  • giorgio 23 gennaio 2018

    in realta’ Berlusconi il suo “giro” europeo lo sta gia’ facendo ed e’ sintomatico per non dire paradossale che siano tutti contenti a cominciare dalla Merkel. E’ sintomatico in quanto “tifano” per lui diventato fervente europeista che ha abbandonato le critiche trascorse, e’ paradossale in quanto a voltafaccia e giro di valzer. Ma dico, ancora genuflessi di fronte a Merkel e Macron, a Junker e sodali? Il Bel Paese ha in sé la forza ed i mezzi per riprendersi in modo vigoroso, se non altro siamo ancora una delle economie piu’ industrializzate e non solo.Il debito? e’ alto, non ci sono dubbi, grazie a chi sino ad oggi ha governato; prima, non tutta, e seconda Repubblica e si e’ anche genuflesso.

  • Mauro 23 gennaio 2018

    Finalmente un’altra buona proposta oltre quella di Salvini sulla prostituzione. Una domanda: Dove prenderete i soldi per fare tutto questo? Se li prenderete dalla insensata politica del PD sui migranti spostando i 40 €. tolti ai migranti in favore delle nascite in italia da genitori italiani, non importa il colore della pelle e nemmeno la lingua, bene se invece pensate di aumentare le spese sforando la percentuale del 2 o 3% male.Abbiamo già abbastanza debiti ci siamo rotti i coglioni di pagare semère per le scelte irresponsabili fatte dai mns. rappresententi politici. Per il resto la penso come Penzone, dopo le elezioni date un bel calcio se necessario a forza italia e mettetevi magari con i 5 stelle. Solo cosi potreste cambiare l’andazzo.

  • GENTILONI 23 gennaio 2018

    ingmilillo CORAGGIO NEL CUORE E FIDUCIA NEL FUTURO. E’ QUANTO CI SERVE, QUANTO POTREMO OTTENERE NEL FUTURO NOI STESSI. E I NOSTRI FIGLI.

  • Alessandra Botta 23 gennaio 2018

    Speriamo che non siano solo chiacchiere. Se attuato e’ un buon programma

  • ADRIANO AGOSTINI 23 gennaio 2018

    Brava Meloni. Perfettamente d’accordo: devono nascere più italiani e diminuire drasticamente gli immigrati. Ho fatto due soldi di conto come potrebbero farli tutti: rimandando a casa tutti gli immigrati non aventi diritto all’accoglienza sui 10 miliardi che spendiamo per mantenerli (è inutile che Padoan continui a mentire dicendo che sono 4 miliardi e mezzo; lui non considera le spese militari per andare a prenderli, le spese di prima accoglienza, le spese dei servizi sociali che non pagano, primo fra tutti la Sanità, i trasporti, ecc.) potremmo rispramiare ( mi tengo basso) non meno di 5 miliardi; con i 5 miliardi potremmo dare, OGNI ANNO, 5.000 euro – CINQUEMILA EURO – (e non i ridicoli 80, mancia elettorale, proposta da Renzi) a ogni nuovo nato. Poi vedrete come la demografia italiana si ribalterebbe!

  • Vier 23 gennaio 2018

    E, peccato che l’italiano medio sia un poco glione, nel senso di ignorantello, poco incline alle rinunce intelligenti e motivate, anzi, non vuole essere motivato, coltiva l’orticello ma dagli altri si aspetta un sacrificio. D’altra parte siamo in uno stato storicamente imbroglione e uno si “difende” come può. Endless shit (ah, scusate, vuol dire “cacca infinita”, ma suona bene)

  • Andrea Celati 23 gennaio 2018

    D’accordo. Ma è l’ultima spiaggia. Muoversi e di corsa.

  • Salvatore Penzone 22 gennaio 2018

    Se lasciamo che Berlusconi metta l’Italia alla mercé della Germania e della Francia ancora più di quello che ha fatto il governo Gentiloni, le politiche per la famiglia non avranno in futuro nessuno spazio reale. Berlusconi, oltre ad essere sempre più europeista, propone anche un piano di privatizzazioni tale da portare il debito al 100% del Pil mettendo il paese nelle mani delle grandi banche d’affari e delle lobby affaristiche tedesche e francesi. FI non è molto più avanti nei consensi della Lega di Salvini. Il fronte sovranista sulla carta si mostrava piuttosto agguerrito, ma se non vuole diventare la ruota di scorta della proposta liberista di Berlusconi dovrebbe al più presto sganciarsi e proporre una lista autonoma. Questa mossa cambierebbe le carte in tavola e darebbe al nuovo fronte molte più chance, raccogliendo voti anche da sinistra e dal M5s. Si sente la necessità di un fronte sovranista senza piglio nostalgico, con ancora un certo federalismo ma concepito per rafforzare la sovranità della nazione, che rimetta al centro il ruolo dello stato, della famiglia, dei valori e della cultura e nazionale, che rilanci la costituzione e dia vigore a un’idea di patria come parte di un tutto dialogante, parte di un ordine internazionale multipolare che, come dice Putin, dovrà avere come valori di fondo il rispetto della sovranità, della cultura, dell’identità e delle linee di sviluppo che ogni paese si dà.
    Se Salvini e la Meloni abbandonano Berlusconi nessuno avrà la maggioranza per formare un governo. Sarà necessario formulare una nuova legge elettorale e questo darà alla nuova coalizione il tempo per strutturarsi e preparare un proprio programma.