Melania non andrà a Davos: problemi di agenda. Ma le malelingue cavalcano l’onda

Prima è stato lo shutdown del governo – ora risolto grazie all’accordo tra democratici e repubblicani – a mettere in discussione la presenza dello stesso presidente Trump al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Oggi è la partecipazione della first lady a essere messa in discussione: ma la tentazione dei media di alludere a presunti malumori coniugali è immediatamente stroncata sul nascere dalle spiegazioni, rigorosamente argomentate, fornite da Stephanie Grisham, direttore delle comunicazioni della East Wing, sul cambio di programma.

Melania non andrà a Davos: problemi di agenda

La Grisham, infatti, spiegando alla Cnn che la decisione di rinunciare al viaggio è basata su «questioni di agenda e problemi logistici», ha smorzato sul nascere malelingue e rumors che cominciavano a serpeggiare tornando a evocare il fantasma di dissidi matrimoniali all’interno della coppia presidenziale. Sospetti e pettegolezzi rafforzati dal contrordine improvviso arrivato quando, e già da una settimana, la stessa Grisham aveva riferito che Melania sarebbe partita con il marito, presente all’incontro annuale tra esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale, come dimostrazione del suo sostegno al presidente, che intende fare un discorso durante la sua visita. Intanto, mentre il dubbio aleggia, nonostante smentite e chiarimenti, lo staff del presidente è già partito, mentre Trump lascerà Washington oggi. Ma tant’è, e ancora una volta i media d’oltreoceano si sono dimostrati pronti a sferrare l’attacco: la mancata presenza di Melania a fianco del marito, del resto, è un’occasione troppo ghiotta per non cedere alla tentazione di alimentare le voci di una frattura tra lei e Trump, innescata dalle rivelazioni del Wall Street Journal che lo scorso 12 gennaio – ultimo giorno in cui la first lady è stata vista in pubblico – riportò per la prima volta la notizia di un pagamento di 130.000 dollari nel 2016 alla pornostar Stormy Daniels, per non rivelare pubblicamente alcune informazioni su una relazione che i due avrebbero avuto dieci anni prima.

Dubbi, sospetti e malelingue: e quel post che…

Quel giorno la first lady andò con il presidente a Mar-a-Lago per il lungo fine settimana, anche se non fu vista con lui durante due cene serali ospitate da Trump, una con l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani, e un’altra con il leader della maggioranza della Camera, Kevin McCarthy. Non solo: sabato scorso, Melania ha celebrato l’anniversario dell’insediamento alla Casa Bianca del marito postando su twitter un messaggio di ringraziamento alla nazione e a corredo del tweet è stata postata un’immagine di lei non con il marito, ma con l’alto ufficiale che le porgeva il braccio durante la cerimonia. «Questo è stato un anno pieno di molti momenti meravigliosi. Ho apprezzato le persone che ho avuto la fortuna di incontrare in tutto il mondo», ha postato la first lady: e tanto è bastato per insinuare il germe del sospetto che, a poche ore dalla partenza per Davos, si è sviluppato in un vero e proprio virus, epidemizzato ad hoc per attaccare fin nei gangli connettivali credibilità e immagine della coppia presidenziale