Mattarella nega la storia: «Sbaglia chi dice che il fascismo ebbe meriti»

giovedì 25 gennaio 14:36 - di Corrado Vitale

Sergio Mattarella nega la storia. Lascia infatti non poco sconcertati quanto dichiarato dal capo dello Stato nel corso della Giornata della Memoria al Quirinale. «Razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza» del regime. Perciò è «un’affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione», dire «che il fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra».

Non c’era davvero bisogno di questa forzatura storica per ribadire l’origine antifascista della “Repubblica nata dalla resistenza”. Vale la pena ricordare a Mattarella che i meriti del fascismo non sono un’invenzione di qualche nostalgico ma un dato ormai acquisito nella storiografia e nella coscienza comune, dopo lunghi decenni di rimozioni e demonizzazioni. Le Leggi razziali non erano nel Dna della dottrina fascista, come attesta il gran numero di ebrei che aderirono al fascismo fin dall’inizio. Furono in realtà, le leggi del 1938, un tragico cedimento del regime all’ideologia nazista in un momento oscuro per la storia europea e mentre il Vecchio Continente correva diritto verso il disastro bellico.

Dei meriti del fascismo c’è testimonianza ovunque in Italia, dall’urbanistica alle opere pubbliche, dalla lotta alla mafia agli istituti sociali come la previdenza.

A tale proposito vale la pena rilevare una curiosa coincidenza. Proprio mentre Mattarella esprimeva questo giudizio liquidatorio del fascismo, nelle stesse ore, lo stesso Mattarella inviava anche un messaggio sulla ricorrenza della nascita dell’Inps. «La celebrazione dei 120 anni dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, significativo traguardo nell’affermazione dei diritti dei cittadini, sottolinea la rilevanza di un Istituto che, nato per iniziativa delle parti sociali, ha contribuito alla storia del nostro Paese». In realtà è sbagliato dire che la data di nascita dell’Inps sia il 1898. In quell’anno nacque  solo la  Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai. Si trattava  di un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Nel 1919, dopo circa un ventennio di attività, l’assicurazione per l’invalidità e la vecchiaia diventò   obbligatoria e interessando 12 milioni di lavoratori.

Fu però solo nel 1933, in piena epoca fascista, che nacque l’Inps propriamente detto, che assunse all’inizio la denominazione  Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale, poi, dal 1943, la denominazione attuale. Non fu un semplice cambiamento di sigla, perché solo nel 1933 il sistema della previdenza italiana si strutturò in un ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e gestione autonoma .

Visto che ci siamo, ricordiamo anche che nel 1939 (anche in questo caso in piena epoca fascista)  furono istituite le assicurazioni contro la disoccupazione e la tubercolosi e furono istituiti gli assegni familiari. Furono altresì istituite le integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o a orario ridotto. Sempre in quell’anno, il  limite di età per il conseguimento della pensione di vecchiaia fu ridotto a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne e venne inoltre  istituita la pensione di reversibilità a favore dei superstiti dell’assicurato e del pensionato. Ci sono voluti Monti, Fornero, Padoan e Tito Boeri per mettere in discussione le conquiste sociali realizzate dal fascismo. Mussolini non ebbe dunque meriti?

Commenti

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  • Flavio Berlanda 26 gennaio 2018

    Da un essere così insignifiante, noto solo perché fratello di un altro e messo li perché innocuo, non ci si può aspettare obiettività, idee proprie o ADDIRITTURA che possa andare contro i pregiudizi e riconoscere la verità. Insomma, il solito utile idiota.

  • Aeffeci 26 gennaio 2018

    Sono degli incoscienti, oppure cercano lo scontro fisico per giustificare qualche giro di vite sulle libertà personali ed economiche.
    A furia di mentire spudoratamente stanno alimentando le pulsioni meno democratiche e tolleranti -o peggio aggressive e rozze- del neo-fascismo.
    Ora, se si afferma -come una litania- che il fascismo per ameno 16 anni non fece niente di buono in Italia, bisogna ammettere che tutte le cose buone fatte dal lavoro e ingegno italiano dal ’22 al ’40 furono accettate dal fascismo, ne consegue addirittura per paradosso che fu tollerante e non totalitario. Scarseggiano assai di razionalità e logica questi “antifascisti”.
    Ciò detto vorrei ricordare due cose molto importanti che costituisco tuttora l’ossatura dell’industria italiana di prim’ordine.
    L’IRI, affidato sin dalla costituzione addirittura da Mussolini in persona ad un tecnico straordinario, Alberto Beneduce, che non ebbe mai la tessera del partito fascista. Indubbia prova di meritocrazia e di assenza di clientelismo.
    I treni, che a partire dalle littorine innovarono tutto il settore delle costruzioni ferroviarie, che raggiunse nel 1936 il punto più elevato al livello mondiale con l’ETR 200, detto testa di vipera, indubbio antenato degli attuali treni Alta Velocità.
    Me menzogne squalificano solo chi le dice.

  • Ben Frank 26 gennaio 2018

    Che ci parli piuttosto del ruolo ricoperto da suo padre nel fascismo siciliano prima, e nell’onorata società palermitana dopo, quella che poi ammazzò il Mattarella onesto, che di mafia non voleva saperne, lasciando in vita quello utile.

  • Vittorio Deriu - Sassari 26 gennaio 2018

    Una mummia che ogni tanto esce dal sarcofago per sproloquiare su fatti storici che probabilmente non conosce o che conosce abbastanza, ma per quieto vivere nella sua reggia dorata vuole aggiungere la sua cacatina al coro degli antifascisti in servizio permanente effettivo.

  • ANTERO 26 gennaio 2018

    e per le foibe cosa dirà ?

  • patrick woolley 26 gennaio 2018

    vogliamo confrontare le opere,le case (per dipendenti), tutte le opere di assistenza, l’economia risorta, l’orgoglio di essere i primi in moltissimi campi: ricerca, lavoro,innovazioni,che resero gli Italiani fieri di esserlo ! Il tutto in VENT’ANNI !!!! E adesso in SETTANTA lo sfacelo più completo, il malaffare imperante, il malfunzionamento imperante, la CASTA politica truffaldina coi loro privilegi ….Cari Mattarella, Boldrini la storia non ha bisogno di parole mistificatrici, la storia diventa REALTA’ da sola !!!!!!

  • Fufezio 26 gennaio 2018

    Recita a memoria la storia scritta dai vincitori e imposta dai cattocomunisti.
    Come definirlo se credesse veramente a quel che dice?

  • ROCCO MASTROCOLA 26 gennaio 2018

    Noi siamo posteri di tanta antica grandezza e sapienza e qualcuno ribolle di rabbia per la nostra ignoranza –
    Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis (Cicerone, De Oratore, II, 9, 36)

  • ROCCO MASTROCOLA 26 gennaio 2018

    Fra i tanti antichi famosi, c’é qualcuno che ribolle di rabbia per l’ignoranza della nostra storia:
    Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis (Cicerone, De Oratore, II, 9, 36)

  • andrea 25 gennaio 2018

    Se non avesse la pensione di reversibilità di mio padre la mia cara mamma vivrebbe o per meglio dire tenterebbe di sopravvivere con appena 400 euro .Dunque chi deve ringraziare, la DC,il PCI o forse il PSI,no in questo caso deve essere grata solo a Mussolini.Spesso affrontiamo questo argomento e sinceramente mi viene da sorridere quando lei stessa comunista da sempre prende atto del fatto che è proprio grazie al Fascismo sé può vivere dignitosamente.Siamo sempre lì ,ci vuole coraggio per affermare scomode verità e si fa indubbiamente prima a fare di ogni erba un fascio [scusate il gioco di parole del tutto involontario].Che tristezza però.

  • Mikael Bolshitkov 25 gennaio 2018

    Mattarella, Mattarella, I suggest you do research before making an erroneous statement. We must all face the good and bad of our history.

  • Francesco Fello 25 gennaio 2018

    Non meravigliamoci, il revisionismo storico è parte integrante del modus operandi di alcune parti politiche. Mi spiace che Mattarella, con tutto il rispetto, si sia adeguato all’andazzo. In ogni caso, la Storia gli dà torto e questo, a me, basta.

  • liberato bonghi 25 gennaio 2018

    Hanno il terrore di perdere voti a destra, perciò impazziscono!

  • Gian Piero 25 gennaio 2018

    Evidentemente ha la memoria corta, o forse non sa che ci vorrebbe un volume intero per descrivere le opere pubbliche, sociali e strutturali realizzate dal fascismo. Forse tutto ciò non è abbastanza antifascista, e quindi scatta la negazione dell’evidenza. Ma forse che un ponte, una strada, un ospedale se sono fascisti fanno schifo? E allora che li abbattessero, così resterebbe in piedi solo mezza Italia!

  • Claudio Gazzera 25 gennaio 2018

    Visto che omaggia il giorno della memoria come mai la sua memoria non gli permette di ricordare i nostri militari che ha mandato in Bosnia e che stanno morendo di leucemia?

  • Gianni 25 gennaio 2018

    Mattarella Mattarello o Mattarellum?

    • Ferruccio Silvano Bravi 25 gennaio 2018

      o Matterellum?
      Ai posteri l’ardua sentenza.