Maroni alla Bongiorno: ti sbagli, io e Umberto sempre contro Andreotti

Giulio Andreotti approverebbe. Le parole di Giulia Bongiorno sulla benedizione postuma del sette volte presidente del Consiglio alla sua svolta leghista scatenano una bufera politica dentro e fuori la Lega di Salvini, che ha voluto fortemente la candidatura dell’ex avvocato difensore di Andreotti nei processi per mafia, già parlamentare di An e di Fli.

Maroni: io e Bossi abbiamo sembre contrastato Andreotti

Il primo a storcere il naso è Bobo Maroni, che da domani inizierà una collaborazione con il Foglio e si conferma sempre più distante dalla leadership salviniana (proprio sulle colonne del quotidiano di Cerasa aveva definito Salvini uno “stalinista”). Un divorzio trai due suggellato dall’addio al Pirellone di Maroni  che ha scatenato malumori e polemiche.  Con un tweet al veleno l’ex governatore della Lombardia attacca frontalmente la Bongiorno che ha motivato il suo passaggio al Carroccio spiegando di vedere in Salvini «la stessa concretezza» dell’ex leader democristiano. «Giulia Bongiorno dice: “Questa Lega nazionale l’avrebbe approvata anche Andreotti” È davvero cambiato il mondo: io e Bossi quelli come Andreotti li abbiamo sempre combattuti», ha scritto Maroni portabandiera della purezza primigenia del Carroccio, nato in chiave antisistema ai tempi d’oro dello Scudo crociato e del Partito Stato. Parole pesanti che in molti  hanno letto come una dichiarazione di guerra o una rappresaglia per l’esclusione dei maroniani dalle liste elettorali. Anche dalle file della sinistra post-democristiana si levano critiche per l’appropriazione indebita del leader Dc da parte della neo-candidata leghista. A stretto giro di posta arriva la replica felpata di Salvini: «Sono orgoglioso della scelta per la Lega di Giulia Bongiorno, delle sue battaglie per la sicurezza, la legalità, la legittima difesa e la difesa dei diritti e della libertà delle donne, come per la legge sullo stalking che ha salvato tante vite. Io guardo al futuro, e nel futuro c’è che la Lega governerà questo Paese».