L’Ugl sulla Tim: ma in che modo garantirà la continuità occupazionale?

“Un piano di tale portata rappresenta un segnale di discontinuità con il passato per lanciare definitivamente Tim nell’era e una sfida di portata epocale”. Ad affermarlo in una nota è il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti, in merito all’incontro avvenuto ieri in cui Tim ha presentato al sindacato le linee strategiche e il piano di gestione delle risorse umane “per il triennio 2018/2020, incentrato su un mix di uscite per esodi volontari per un massimo di 6500 risorse, di cui 4000 persone attraverso l’art. 4 della Legge Fornero (isopensione) e 2500 esodi incentivati”. Tim, aggiunge Conti, “prevede circa 2000 nuove assunzioni a fronte, però, di una riduzione oraria di 20 minuti giornaliera per tutto l’organico di Tim spa ovvero circa 50000 dipendenti con l’applicazione dello strumento della solidarietà espansiva”. Fondamentale per noi, sottolinea il sindacalista, “è capire in che modo si garantirà la continuità occupazionale dei lavoratori che rimarranno in azienda ed in quale modo si riuscirà a ricollocare i dipendenti in ambito digitale, nonché valorizzare le professionalità già esistenti”. Nelle prossime settimane proseguirà il confronto con i sindacati.