L’Onu non perdona Trump per i tagli dei fondi e getta benzina sul fuoco

Dopo il taglio dei finanziamenti Usa ai palestinesi, l’Onu continua la sua battaglia contro Donald Trump, gettando benzina sul fuoco: la situazione nella Striscia di Gaza sarebbe addirittura sull’orlo del “collasso totale”. Lo ha dichiarato l’inviato speciale delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Nikolay Mladenov, in un intervento all’Institute for National Security Studies (Inss) di Tel Aviv. Secondo Mladenov, per salvare Gaza dal disastro è necessario innanzitutto ripristinare il potere dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) sul territorio attualmente controllato dagli islamisti di Hamas. Senza questo trasferimento di potere, “Gaza potrebbe nuovamente esplodere, in modo ancora più violento e letale rispetto al passato”, ha avvertito Mladenov, sottolineando come i palestinesi che vivono nell’enclave debbano fare i conti con conflitti, povertà, disoccupazione, crisi economica, carenza di acqua ed elettricità, oltre al blocco israeliano. “Dico spesso in pubblico, alle riunioni del Consiglio di Sicurezza e in altri forum, che siamo nel bel mezzo di una grave crisi umanitaria”, ha detto Mladenov. “Mettiamo le cose in chiaro oggi, siamo ben oltre”, ha aggiunto. Secondo l’inviato Onu, Gaza è sull’orlo del “totale collasso dell’economia e dei servizi sociali” con “tutte le implicazioni politiche e umanitarie che ne derivano”. Mladenov ha infine invitato i partecipanti al prossimo incontro tra l’Anp e i Paesi donatori, in programma giovedì a Bruxelles, ad affrontare l’attuale crisi di fondi dell’Autorità nazionale palestinese, la situazione di Gaza e lo stallo del processo di pace in Medio Oriente.