Lo storico Parlato: su Claretta troppi misteri. Ecco la versione più plausibile

domenica 21 gennaio 12:15 - di Annalisa Terranova

La battuta di Gene Gnocchi su Claretta Petacci ha scatenato molta indignazione, ma non sono mancati i difensori del comico i quali oltre a invocare la libertà di satira hanno puntato l’indice contro l’amante di Mussolini considerandola complice delle nefandezze del regime. Meglio allora interpellare gli storici, per ribadire ancora una volta che Clara Petacci era innocente e non meritava di essere uccisa e che lo scempio del suo cadavere appartiene alle vergogne ingiustificabili su cui è fondata l’attuale repubblica. Giuseppe Parlato, che ha curato nel 2011 l’edizione delle lettere di Benito Mussolini a Claretta (A Clara, Electa-Mondadori), definisce la Petacci una delle donne più importanti del Duce. La sua tragica fine, accanto all’uomo di cui era innamorata, la inserisce a pieno titolo nella categoria delle vittime innocenti cui si devono rispetto e pietas. Lo sapeva bene Rachele Guidi Mussolini la quale in molte interviste ribadì che la sera pregava sempre per il suo Benito ma dedicava una preghiera anche a Claretta.

Claretta Pettacci era un’amante complice e avida di potere o un’amante disinteressata?

Sappiamo che Mussolini ha avuto molte donne, e lei è sicuramente una delle più importanti per gli storici. Ebbe donne che hanno avuto un’influenza politica, come Angelica Balabanoff e come Margherita Sarfatti  e poi ci furono le relazioni sentimentali. Claretta rientrava tra queste ultime, il suo peso politico fu ininfluente.

Perché tra tante donne avute Mussolini finì i suoi giorni proprio accanto a Claretta?

Tra i due c’era una forte differenza di età. Il Mussolini che si invaghisce di lei è un uomo al vertice della fama internazionale. Arriva Claretta e resterà fino alla fine ma ce ne saranno anche altre. Mussolini ebbe una lunga relazione anche con Angela Cucciati, dalla quale ebbe una figlia, Elena Curti, che  viaggiava con lui sull’autoblindo quando venne arrestato. Claretta è stata così importante perché lo ha sostenuto negli anni in cui il Duce era psicologicamente più fragile, dopo il 25 luglio 1943. Il periodo in cui scrive di sentirsi per tre quarti defunto. Il periodo in cui è depresso. Lei gli scrive anche sei lettere al giorno. E’ una presenza costante. Della quale Mussolini ha bisogno ma dalla quale a volte è anche infastidito. Quanto a Claretta, a lei interessa prima l’uomo e poi il capo politico.

Claretta poteva salvarsi?

A Milano c’era un aereo pronto per portare la famiglia Petacci in Spagna. Se lei fosse stata solo un’amante avida di potere avrebbe preso quell’aereo, tanto più che anche Mussolini desiderava per lei questa soluzione. Ma Claretta, nonostante le forti pressioni anche della famiglia, si rifiuta e allora il fratello Marcello decide di assecondarla. Lei è in auto con Marcello e la famiglia di lui quando Mussolini viene arrestato. Il fratello della Petacci, personaggio poco limpido e che aveva ricevuto vantaggi dal regime,  sarà anch’egli ucciso dai partigiani.

Mussolini non l’aveva dunque voluta accanto…

Mussolini aveva altre cose a cui pensare. Come ha dimostrato Fabio Andriola il Duce in quelle ore non stava cercando di fuggire in Svizzera ma era intenzionato a trovare un accordo politico con gli emissari del Regno del Sud per salvare i fascisti che lo avevano seguito, in cambio avrebbe consegnato loro documenti che potevano interessare gli alleati. Quando l’ipotesi sfumò Mussolini capì che doveva seguire il suo destino. E Claretta lo raggiunge di sua iniziativa.

Le ultime ore del capo del fascismo sono controverse e non esiste un’unica versione. Qual è la più plausibile secondo lei?

E’ certo che Mussolini venne portato a Giulino di Mezzegra assieme a Claretta. I due a villa De Maria trascorrono la prima e unica notte insieme, quella tra il 27 e il 28 aprile 1945,  e possiamo immaginare con quale tensione. La versione dei partigiani è che solo Mussolini doveva essere fucilato il giorno 28 davanti al cancello di villa Belmonte ma lei si sarebbe frapposta tra la raffica e il corpo del Duce per proteggerlo. Poi c’è la cosiddetta pista inglese – seguita da Giorgio Pisanò e Luciano Garibaldi – secondo la quale un agente dei servizi inglesi avrebbe ucciso  Mussolini nella notte tra il 27 e il 28 aprile e di conseguenza anche Clara che era stata testimone. A mio avviso l’ipotesi più plausibile è quella fatta dal medico legale Aldo Alessiani e riassunta in una memoria.

E quale ipotesi sarebbe?

Alessiani esaminò le foto dei cadaveri a piazzale Loreto e poi quelle precedenti l’autopsia. Ne ha dedotto dallo stato dei corpi che Mussolini e la Petacci furono uccisi la notte tra il 27 e il 28 e non il pomeriggio del 28 aprile 1945. Ancora, sostiene che Claretta abbia subìto violenza o un tentativo di violenza da parte dei partigiani che erano di guardia a villa De Maria e che Mussolini sia rimasto ucciso nel tentativo di difenderla. I colpi mortali sul suo cadavere infatti non sarebbero quelli di un uomo fucilato e colpito mentre era in piedi, ma quelli di un uomo a terra, presumibilmente secondo Alessiani dopo una colluttazione. A conferma della sua ipotesi questo medico citava il fatto che non venne eseguita l’autopsia sul corpo di Claretta, proprio per non far emergere particolari scomodi per l’immagine dei partigiani.

Infine, vuole commentare l’uscita di Gene Gnocchi?

Una volgarità senza fine. Se fosse stata una battuta fatta da destra sarebbe stata giustamente stigmatizzata. Siccome proviene da sinistra si invoca la libertà di satira. Qualcosa non torna. Ma al di là delle strumentalizzazioni da campagna elettorale, il livello toccato con quella battuta è molto basso.

Commenti

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  • roberto menicucci 7 ottobre 2018

    di sicuro qualche vecchio politico sa la vera storia perche hanno ucciso la petacci ma non si sapra mai la vera storia a meno che lascia uno scritto.penso che erano diverse e diversi i mandanti per uccidere Mussolini e la Petacci (muta).

  • MICHELE RICCIARDI 2 ottobre 2018

    2 Ottobre 2018 — Io sono ancora convinto che se copiamo al Mussolini quello dal 1926 al 1938, diventiamo il popolo più felice della terra, come è successo allora. Grande populista e grande sovranista. Ma nessuno vuole farlo, perchè lui abolì il parlamento che oggi è diventato il più grande male del paese, e guai a dirlo e guai a toccarlo! Per quanto riguarda i “fascisti” di oggi, non ne parliamo, perchè io per colpa loro, sono un grande antifascista.

  • Nino 13 aprile 2018

    Qualche giorno prima di fuggire Mussolini vendette la testata del giornale ” Il Popolo D’ Italia per 4 o 5 milioni di allora e forse li aveva con sé durante la fuga. Qualcuno sa che fine hanno fatto quei soldi? Forse si potrebbe arrivare a conclusioni interessanti , Nino

  • Lucio 30 gennaio 2018

    La storia è SEMPRE DEI VINCITORI ed è sempre culturalmente e moralmente disonesta, prova ne è che le atrocità vanno condannate universalmente a 360 gradi, invece si omettono SEMPRE quelle dei vincitori, ne dobbiamo dedurre che è appunto tutta una questione di sconfitta, se i nazisti o i fascisti si fossero seduti al tavolo dei vincitori per trattare con le grandi potenze democratiche tutto sarebbe stato smorzato se non omesso, non tanto dai nazisti e dai fascisti, ma proprio dall’ipocrisia delle altre potenze democratiche!

  • Agostino 28 gennaio 2018

    Non so come e dove furono assassinati il Duce e Claretta l`unica cosa certa é la vigliaccheria dei bastardi partigiani restati impuniti, vigliaccheria tipica dei partigiani come si vide anche a Roma con la bomba nel cassettone dell`immondizia ben conoscendo la regola dell` “uno di noi dieci di voi”. Quanto a gnocchi quello é un verme perché fate ancora articoli sui vermi?

  • Mikael Bolshitkov 25 gennaio 2018

    Mr. Gallo do readearch on James Jesus Angleton. Who was present at the murder of Mussolini.

  • ale 23 gennaio 2018

    Francamente sono inorridita dalle dietrologie di chi scrive “Onore al Duce” e lo dico con cognizione di causa. Chi non c’era all’epoca dei fatti, non deve permettersi di idolatrare un regime di cui è inutile parlare perchè la storia è la più grande testimone.
    Detto questo, trovo che Gene Gnocchi dovrebbe vergognarsi per questa associazione che mi fa vergognare dell’essere umano in genere.
    Se la 7 fosse una rete seria, dovrebbe pretendere le dimisisoni di questa persona perchè ha esagerato in modo vergognoso.
    Mi chiedo come nessuno abbia letto prima quanto sarebbe stato detto in tv, perchè di improvvisato non c’è mai nulla

    • Fufezio 29 gennaio 2018

      Ale, un poveraccio che crede alla storia scritta dai vincitori.
      Per tua informazione le opere del Fascismo sono le più importanti che il Paese abbia avuto e che ancora ha, seppure rovinate dai regimi cattocomunisti. Furono gli unici anni, dopo l’Impero Romano nei quali tutta l’Italia fu unita, e non divisa in 70 partitini come accade oggi.
      Studia e informati, ignorante cafone.

  • Alessandro Carapelli 23 gennaio 2018

    La spiegazione del viaggio dei corpi del Duce della Petacci e di Starace trucidati dai partigiani la dà il sig RenzoZaccaro in una intervista tenuta in segreto per settanta anni e rilasciata al Secolo d’Italia in cui spiega il motivo del lungo percorso per arrivare al cimitero che era distante 3 km dal luogo dell’eccidio.

    • vittorio papadia 29 gennaio 2018

      Sono d”accordo !

  • Enrico Pelilli 23 gennaio 2018

    Possiamo dire che a Roma circola un maiale, di proprietà degli zingari, che fa quel che può per smaltire almeno i rifiuti organici, che l’antifascista Sindaco Raggi preferirebbe far marcire per le strade. A tale animale, a cui gli Italiani sono anche affezionati per tutto quello che ha saputo dare alla tradizione culinaria italiana, si aggiunge un’altra bestia, che vorrebbe somigliargli, ma finisce con l’essere solo un l**** p**** che di nome fa Gene Gnocchi. La seconda bestia non avrà nulla da recriminare a quanto detto, essendo sempre valido il diritto di satira.

  • Francesco Ciccarelli 22 gennaio 2018

    Cinquant’anni dopo la storia, Dorina Mazzola di Carlazzo (Como) raccontava l’assassinio di Mussolini alle figlie Albertina e Valentina Vanini, a loro volta intervistate da “Quotidiano Nazionale” per testimoniare quei tragici fatti, riportati in un articolo del 24 aprile 2005. La suddetta Dorina Mazzola ricordava le parole della vicina, Lia De Maria, nella cui abitazione erano stati sequestrati il Duce e Claretta Petacci: «Io non voglio queste cose in casa mia, è una vergogna». Questa versione farebbe pensare a uno stupro sulla Petacci. A confermare questi sospetti, c’era il fatto che Mussolini sarebbe stato ferito da colpi di arma da fuoco prima nella suddetta casa, mentre si udivano grida di donna, poi all’esterno; la sua compagna sarebbe stata uccisa più tardi, colpita alla schiena allorché tentava di scappare sulla strada.

  • Trigliedda 22 gennaio 2018

    Gene gnocchi è stato da sempre un comico mediocre. Le sue battute che dovevano far ridere sono state sempre demenziali al punto di farti piangere. Con quest’ultima ha toccato il fondo. D’altro canto come contraccambiare i “compagni” che gli procurano la pagnotta?

  • pasquale 22 gennaio 2018

    forse si da troppa importanza a questo gnocchi chiamandolo comico
    fateci caso alle battute che fa in TV sepsso ride da solo o al massimo con quelli che come lui si ritengono progressisti e liberi e forse anche uguali tipo fazio

  • giovannino de riu 22 gennaio 2018

    Concordo, è stata una uscita infame; come che l’ha pronunciata

  • Salvatore Torre 22 gennaio 2018

    Gene Gnocchi: il tramonto di un comico.

  • Sabino Gallo 22 gennaio 2018

    La volgarità insensata del sedicente comico non merita neppure di essere menzionata con il nome dell’autore, che si definisce comico senza averne le caratteristiche!! La comicità è un’ arte teatrale che si ottiene da qualità innate e da molti sacrifici teatrali. Questa verità la diceva Totò che, in famiglia era un uomo molto severo.
    Claretta Petacci e Benito Mussolini furono “giustiziati” dai partigiani , ma senza processo !! Pertanto , la parola “giustiziati” , spesso ripetuta, è priva di senso. Del massacro non si conoscerà mai la vera storia. Ed anche questo è molto strano, perché non mancavano , probabilmente dei testimoni , oltre i partigiani. Che strana storia! Ma c’è un interrogativo che non ha mai avuto un risposta : “Chi ha dato l’ordine di uccidere”. Considerando l’importanza “storica” di un “necessario processo” , malgrado la drammaticità di quel periodo , non appare credibile che i partigiani abbiano preso ,da soli, la decisione di uccidere non solo Mussolini , ma anche la donna che lo aveva amato. E che, certamente, avrebbe potuto rivelare delle cose che rimarranno sempre ignote. Sapremo mai chi ha dato quell’ordine? E perché con tanta fretta? Ed un uomo che aveva governato un Paese come l’Italia, nel bene e nel male, pur con il timore di essere catturato, aveva presumibilmente con sé dei documenti importanti per la conoscenza storica. Probabilmente sono stati recuperati. Ma non sembra che tutti i cittadini ne siano al corrente. Forse ci sono tutte le risposte , forse negli scritti di qualche grande storico . E, forse, le risposte sono in tutte nelle librerie. E chi scrive questo commento non ha fatto le ricerche storiche opportune! Me ne scuso” . L’ultima domanda potrebbe riguardare il “trasferimento” delle due salme a Milano , in condizioni molto “singolari” . Le guerre e le “rivoluzioni” sollecitano l’odio verso gli avversari politici interni, verso i capi militari, ecc. ! Finché sono in vita. Ma prendersela con i morti , sembra inutile , soprattutto a testa in giù per una donna senza mutande e con quel fenomeno naturale …..in corso, ancora prima di morire!
    Quanti orrori ci sono offerti dalle guerre recenti. Orrori che ci fanno tremare, per la loro violenza. Durante la Rivoluzione Francese si tagliavano le teste , ma apparentemente in maniera diversa ed alla presenza di molti testimoni . Ed i condannati avevano il diritto di dire qualche parola prima della “macellazione”! Ma i confronti sono sempre difficili!

  • Ben Frank 22 gennaio 2018

    Ma ‘sto fantomatico sig. Paolo Cesare Cabiati (PCC? Partito comunista combattente? Terrorista rosso?), che sembra sapere tante cose, chi diavolo è? Era presente anche lui al massacro di Mussolini e del suo seguito? So co me gli risponderebbe Totò: Cabiati, ma mi faccia il piacere! Pare, comunque, che anche i komunisti leggano il “Secolo”…

  • Aurora 22 gennaio 2018

    e’ un altro trucco della sin per far parlare e distrarre, per attutire il colpo di altre 500 Euro regalate

  • ROCCO MASTROCOLA 22 gennaio 2018

    Nelle teche RAI di alcuni decenni fa, dovrebbe esserci ancora un colloquio telefonico con un partigiano e il suo amico presidente Pertini, allora al Quirinale. Pertini fu molto cortese ed invitò l’amico partigiano al Quirinale “Vieni a trovarmi mi caro… (non ricordo il nome). Parlarono anche dell’assassinio di Mussolini è l’amico partigiano, al giornalista che lo intervistava, fece anche il nome e cognome dell’assassino. La TECHE RAI sono fatte per scoprire certe verità, basta trovarle.

  • Cristina Bellotti 22 gennaio 2018

    Non merita nemmeno il nostro sdegno,Gnocchi si qualifica da solo: un unico,inutile neurone!

  • Marco 22 gennaio 2018

    Gnocchi ha mangiato bene in Fininvest e ripagaaa ….fate voi!

  • Pietro 22 gennaio 2018

    I fatti evidenziano abbondantemente la “verità comunista” che non manca mai di illustrare i fatti solo in funzione ai propri interessi

  • giorgio 22 gennaio 2018

    sulla fine di Mussolini e della Petacci esistono diverse versioni, anzi, direi anche troppe. Esiste una versione, ad esempio, che dice che furono uccisi dopo le violenze fatte sia all’uno che all’altra e che la fucilazione fu solo una messainscena, che furono rivestiti gia’ defunti e che i fori dei proiettili sui corpi non corrispondevano ai medesimi sui vestiti, che Mussolini aveva gli stivali spaiati, a dire il sinistro a destra e viceversa. La vera verita’ forse non la si sapra’ mai, chi c’era e sapeva e’ morto di morte diciamo naturale oppure e’ stato brutalmente eliminato dai compagni perché’ non parlasse, alcuni furono fatti espatriare, colonnello Valerio, oppure mandati in Russia da Stalin e fatti tornare dopo diversi anni, altri ancora, che ebbero parte nella macelleria messicana, seppero camuffarsi camaleonticamente e diventare addirittura segretari di partito. Vi sono due cose certe: la povera Claretta non aveva colpe se non quella di amare infinitamente ed in modo disinteressato; lo pseudo comico ed i suoi sodali sono dei vigliacchi e dei beceri animali, senza offesa per questi ultimi.

  • Francesco Fello 22 gennaio 2018

    Sulla fine di Mussolini e della Petacci ho letto molte ricostruzioni….alcune verosimili, altre meno. Resta un solo fatto certo: l’atrocità di piazzale Loreto….perché di atrocità si tratta. Per il resto mi sono fatto una mia idea ben precisa…che non è proprio perfettamente attinente a quello che, per decenni, ci hanno fatto credere visto che tra i partigiani si annidavano delle vere e proprie bestie sanguinarie (basta leggere le cronache di quei giorni per capirlo). Per quanto riguarda Gene Gnocchi, non lo ritengo abbastanza uomo per poter avere la mia considerazione.

  • marco eletti 22 gennaio 2018

    comunisti e partigiani hanno ucciso il nonno di mia moglie gettandolo vivo nelle foibe, era una persona gentile educata affabile amante della natura, aveva aiutato molta gente anche ebrei e per questo pago colpe non sue. che quei bastardi delinquenti marciscano all”inferno.

    • M.bemporad 22 gennaio 2018

      Gnocchi è solo una mezza sega che non farebbe ridere neanche se ti facesse il solletico

      • ale 23 gennaio 2018

        Mio nonno è stato un oppositore del regime ed è stato deportato nei campi di concentramento tedeschi.
        Alla liberazione rientrò a piedi dalla Germania e nel Veneto incontrò una brigata partigiana che ha cercato di ucciderlo (sparandogli) a prescindere dal suo ruolo nella guerra.
        Preciso che mio nonno a piedi impiegò molti mesi dalla fine del conflitto per tornare in Toscana e quindi non si trattava dei giorni successivi ai fatti raccontati.
        Mio nonno disgustato da tanta violenza disse che si vergognava di essere stato un oppositore del regime e che per questo ideale aveva vissuto l’infermo da deportato nei campi, perchè qualsiasi regime è fatto dagli uomini e molti sono bestie.
        Io ne convengo.

  • ANTERO 22 gennaio 2018

    Onoriamo CLARETTA ! Onoriamo il DUCE !

    • Fyore 23 gennaio 2018

      Sempre, onore onore onore

      • enrico 7 marzo 2018

        verissimo — solo l’interpretazione del senso dell’onore che portò tanti ragazzi a lottare – sapendo di perdere sino alla fine — dall’altra parte tanta feccia

  • ENRICO 22 gennaio 2018

    Articolo chiarissimo.
    Claretta era innocente,ma è stata ugualmente trucidata e vilipesa;è un’infamia da cui i colpevoli-ieri come oggi-non riusciranno MAI a liberarsi!

    • ale 23 gennaio 2018

      Mi dispiace, ma io che fosse una vittima totale non lo credo.
      Penso invece che lei fosse innamorata e questo probabilmente l’ha portata alla morte, ma credo anche che sia lei che la sua famiglia abbiano tratto molto giovamento da questa “sua” condizione privilegiata.
      Fermo restando che condanno totalmente il modo in cui entrambi sono stati uccisi, perchè sono contraria a qualsiasi forma di violenza.

  • Brigante nero 22 gennaio 2018

    I c****** non sempre si trovano nelle mutande.

  • Paolo Cesare CABIATI 22 gennaio 2018

    Al Dottor Parlato:
    1) Mussolini era intenzionato a trovare un accordo politico con gli emissari del Regno del Sud per salvare i fascisti che lo avevano seguito??!?? Pura fantasia.
    2) Mussolini non venne portato a Giulino di “Mezzegra”, ma a Bonzanigo di “Mezzegra” (allora, come oggi, Tremezzina e non Mezzegra).
    3) Casa De Maria (che non era di proprietà dei De Maria, in quanto solo affittuari) era una casa colonica, abitata da più famiglie, non una villa.
    4) Non fu la prima notte che Mussolini e la Petacci (che in realtà si chiamava Clarice, e non Clara) trascorsero assieme, ce ne fu un’altra, molti anni prima, sul Terminillo.
    5) Mussolini e la Petacci non furono uccisi la notte tra il 27 e il 28 Aprile, e soprattutto non furono uccisi assieme: Mussolini fu ucciso attorno alle 9 di mattina del 28, e la Petacci attorno al Mezzogiorno sempre del 28, come chiaramente racconta l’unico testimone oculare che ha avuto il coraggio di parlare: Dorina Mazzola.
    6) La Petacci non subì nessuna violenza, né un tentativo di violenza da parte dei partigiani di guardia a casa De Maria: era priva di indumento intimo perché era in periodo mestruale, come ben ricorda Lia De Maria, e non disponendo, in quella circostanza di ricambio, dovette per forza arrangiarsi.
    7) La colluttazione di cui parla Alessiani si ebbe effettivamente, ma in camera De Maria tra i partigiani che volevano uccidere subito Mussolini e la Petacci, e fu lei ad impedire che Mussolini fosse subito ucciso; quindi fu esattamente il contrario, cioè fu la Petacci che cercò di difendere Mussolini.
    8) Per concludere, sono d’accordo con il Dottor Parlato sulla volgarità di Gnocchi verso la Petacci, se non altro per quel minimo di rispetto che si dovrebbe avere verso una persona morta.

  • Sebastiano 22 gennaio 2018

    A Damiano… speriamo presto, piuttosto che tardi.

  • Pavesi Pierangelo 22 gennaio 2018

    A seguito della vigliacca, macabra,maialata di Gene Gnocchi si è tornato a parlare della fine di B.Mussolini e di Claretta Petacci. Sulla loro fine molti, troppi, hanno scritto “sensazionali verità”.
    In realtà le cose si sono svolte in maniera più semplice e mi spiace contraddire il Prof.Parlato.
    Mussolini e Claretta furono uccisi a Giulino, frazione del comune di Tremezzina , via 24 maggio n.14, poco dopo le sedici del 28 aprile 1945.
    Diversi testimoni videro transitare Mussolini e la Petacci, attorniati da almeno quattro partigiani. Almeno cinque donne videro transitare la comitiva nella via principale di Bonzanigo, frazione di Tremezzina.
    Un civile assistette alla fucilazione; altri abitanti di Mezzegra videro i cadaveri stesi a terra.
    Che gli inglesi o gli americani volessero impadronirsi di Mussolini, è più che plausibile ma le svariate “piste” elaborate anche in tempi recenti sono basate sui se, ma, forse, senza alcun riscontro oggettivo; solo “ipotesi” o dietrologie.
    Di certo c’è che l’autopsia alla Petacci non fu fatta compiutamente ed al Prof.Cattabeni fu impedita la verbalizzazione.
    Il viaggio dei corpi di Mussolini e della Petacci, iniziato ad Azzano e terminato a Milano, durò troppo a lungo e nessuno mai spiegò come e cosa avvenne durante il tragitto e eventuali soste.

  • A. Belotti 22 gennaio 2018

    CON LE SUE BATTUTE DA PERSONA INSENSIBILE, GENE GNOCCHI SI E’ DIMOSTRATO LA PERSONA FALLITA ED IGNORANTE, SENZA RISPETTO ALTRUI.

  • Maria Gabriella Miccoli 22 gennaio 2018

    Tutto ritornerà.
    Vergogna e disonore al pevero gene gnocchi che in quanto in poveraccio fallito, voleva tornare a far parlare di se’ ci è riuscito na solo a scspito suo! Vergogna degna solo di partigiani vili
    Onore al Duce ed alla povera Claretta tante preghiere e rispetto
    Maria Gabriella Miccoli

    • LORELLA M T DE MARCO 22 gennaio 2018

      GENE GNOCCHI HA SBAGLIATO E DOVREBBE CHIEDERE SCUSA AI PARENTI DEI DEFUNTI E ALLA STORIA ITALIANA BELLA O BRUTTA CHE SIA E’ SEMPRE STORIA.

  • Sergiuslictor 22 gennaio 2018

    Non mi è mai piaciuto questo saltimbanco della satira ma stavolta si è rivelato per quello che è: una lurida zecca, peraltro in linea con questa pseudo-repubblica.

  • Antonio Mazzone 21 gennaio 2018

    Quella di Gnocchi minuscolo è una vergognosa e lurida uscita che poteva far sorridere solo il suo compare sinistrorso