Lo sfogo di Maroni: «Salvini si è comportato con me da stalinista»

giovedì 11 gennaio 9:46 - DI Roberto Mariotti

«Salvini con me si è comportato da stalinista. Il mio addio? Incompatibilità con lui. La politica non è solo marketing». Lo ha detto in un’intervista al Foglio il governatore uscente della Lombardia, Roberto Maroni.

Roberto Maroni non ci sta: non sono un bersaglio mediatico

«Io sono una persona leale. Sosterrò il segretario del mio partito. Lo sosterrò – ha aggiunto – come candidato premier», afferma Roberto Maroni. «Ma da leninista, non posso sopportare di essere trattato con metodi stalinisti e di diventare un bersaglio mediatico solo perché a detta di qualcuno potrei essere un rischio. Consiglierei al mio segretario non solo di ricordare che fine ha fatto Stalin e che fine ha fatto Lenin ma anche di rileggersi un vecchio testo di Lenin. Ricordate? L’estremismo è la malattia infantile del comunismo. Se solo volessimo aggiornarlo ai nostri giorni dovremmo dire che l’estremismo è la malattia infantile della politica». E sul futuro? Possiamo dire, chiede il Foglio, che fra i tratti di incompatibilità culturale tra lei e il suo segretario, e forse fra i tratti di incompatibilità politica, vi è anche un’idea diversa del rapporto che deve avere la politica con la giustizia? «Possiamo dirlo. È così. È questo uno dei tanti motivi che mi hanno spinto a ragionare su un futuro diverso, lontano da un modo di fare politica che capisco ma che, le dico la verità, proprio non mi appartiene».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *