Lite tra Renzi e Orlando per i collegi. E salta il “battesimo” della Boschi a Bolzano

Non trovano la quadra: è ancora in alto mare l’accordo al Nazareno tra renziani e orlandiani per la delicata partita dei collegi. A farne le spese per ora è Maria Elena Boschi che dovrà aspettare almeno fino a lunedì per volare a Bolzano, dove era attesa in queste ore per la presentazione ufficiale della sua cadidatura. È stata la minoranza dem a far saltare il tavolo che ha provocato lo slittamento della trasferta della bella ministra renziana in Trentino, dove è stata paracadutata per un seggio sicuro.

Lite per i collegi, salta il battesimo della Boschi

All’ultimo momento la seduta della direzione nazionale per il via libera alle liste, che doveva tenersi in mattinata, è stata spostata alle ore 16, per consentire al segretario di trovare un accordo con gli orlandiani mentre il ministro della Giustizia ha convocato i suoi per l’ora di pranzo. «Lo slittamento – si legge in una nota paludata del Pd – è stato deciso per non sovrapporsi con l’inaugurazione dell’anno giudiziario». Ma il motivo è un altro. «Renzi ci ha provocato», fanno sapere dall’area del ministro della Giustizia. Il segretario avrebbe offerto a Orlando 21 posti in lista, spiegano, “ma i nomi li scelgo io”, avrebbe detto Renzi per azzoppare i guastatori interni. Se così fosse rischierebbero di restare fuori dal Parlamento l’ex ministro Cesare Damiano, il coordinatore Dems Andrea Martella, il capo dei Retedem Sergio Lo Giudice, il leader dei Socialdem Marco Di Lello: in pratica tutti i colonnelli orlandiani compreso il giovane portavoce di Orlando, Marco Sarracino. «Vogliono depotenziare la corrente in vista di un possibile showdown il 5 marzo», dicono  gli orlandiani. Orlando, diviso tra la spinta dei “salvi” e la lealtà verso chi lo ha sostenuto, ha convocato i suoi membri della Direzione per decidere il da farsi, anche se appare molto probabile un voto contrario in Direzione.

Santanchè: sono allo sbando

Commenta ironica Daniela Santanché: «Apprendo che la notte, invece di dormire, al Nazareno sono andate avanti le trattative tra Renzi e la minoranza del Pd per trovare un accordo sulla spartizione dei seggi. Questo la dice lunga sullo stato in cui versa quel partito ad un tiro di schioppo dalle elezioni. Da parte nostra nel Lazio grazie all’intervento di Meloni e Tajani è stata lanciata la candidatura di Parisi, persona competente, che sono certa potrà far bene e arginare sia Zingaretti che la Raggi»