“Liberi e Uguali”, l’assemblea non chiarisce neanche le alleanze…

Tra sfottò a Renzi e al Pd e a scimmiottature dei grillini, Liberi e uguali, la “nuova” formazione di Grasso, Boldrini e Bersani fuoriuscita dal Pd, tiene oggi la sua assemblea nazionale all’hotel Ergife di Roma. “Per i molti, non per i pochi”. Liberi e Uguali ha scelto lo slogan del leader laburista Jeremy Corbyn, forse un po’ infelicemente, dato che Corbyn è stato battuto più volte dai conservatori di Theresa may. Ma contenti loro… L’assemblea discuterà ed approverà le linee programmatiche (emerse nel corso delle iniziative pubbliche svoltesi nel dicembre scorso in tutta Italia) e definirà i criteri e il percorso per l’individuazione dei candidati. Le idee non sono ancora chiarissime, si rimanda tutto a dopo le elezioni, perché bisognerà vedere quale sarà il peso effettivo di questi transfughi, che inoltre avranno il serio problema di spiegare agli lettori come mai sono usciti dal Pd se poi ci fanno l’alleanza insieme. Misteri della politica sinistrese. Tanto per cominciare, l’eventuale alleanza col governatore uscente del Lazio Nicola Zingaretti, candidato del Pd alle regionali, “sarà oggetto di valutazione. Si tratterà di prendere contatti con la base, che si dovrà esprimere com’è nostro costume, e poi con Zingaretti”, ha detto lo stesso Grasso. “Il pluralismo non può che essere qualcosa che arricchisce, certamente non depotenzia”, ha risposto a chi gli faceva notare che all’interno di Leu esistono posizioni discordanti in merito alla possibile intesa con Zingaretti. Comunque, ha aggiunto, “di alleanze si parlerà dopo il 4 marzo, saremo aperti e inclusivi per tutti quelli che la pensano come noi. A chi guardiamo? Io guardo avanti”. Anche Pier Luigi Bersani ha tentato di illustrare di che cosa si tratta: le priorità in tema di economia per Leu sono “gli investimenti per dare lavoro, basta bonus” e “ridurre la giungla dei contratti precari”: “senza queste cose non facciamo niente con nessuno. Se ci sono queste due cose, più una roba sul fisco, il tema del welfare e la salute, allora noi parliamo con tutti tranne la destra”. E ha sottolineato: “Posto che con la destra non ci andremo mai, a cominciare dalle forze del centrosinistra noi siamo pronti a discutere ma a queste condizioni, sennò vadano dove li porta il cuore”, ha aggiunto l’ex segretario dem. Anche Nicola Fratoianni ha preferito rimanere sul vago: “Il giorno dopo le elezioni verificheremo programmi e rapporti di forza, discuteremo nel merito come sempre. Quello che ci interessa però è il nostro programma, la nostra proposta politica”, ha detto Fratoianni a proposito di un’eventuale alleanza post elettorale con il M5S. Intanto si apprende che “ai fini della più ampia partecipazione e del rinnovamento della politica, Liberi e Uguali nei giorni 8 e 9 gennaio organizza assemblee aperte ai cittadini per la selezione delle candidature al Parlamento nazionale per le elezioni politiche del 2018”, come ha annunciato Rossella Muroni nella sua relazione, aggiungendo che “nel comporre le liste, per perseguire quanto previsto nel primo capoverso, si metteranno in atto un numero limitato di pluricandidature. Le liste saranno approvate dalla presidenza dell’assemblea entro il 22 gennaio, tenendo conto delle rose di candidature emerse dalle assemblee regionali di Liberi e Uguali”, ha concluso Muroni.